Angelo Gaja fa pervenire a Franco Ziliani una lettera , prontamente pubblicata su Vino al vino, indirizzata a bloggers e forumisti. Consiglio vivamente di leggerla. E’ un invito ad un confronto (che difficilmente servirà a molto, se non si dà spazio a riflessioni successive sui vari blog: questo per espressa richiesta-divieto da parte del signor Gaja), un tantino paternalistico e da chi è in posizione dominante, ma è pur sempre un invito. Per chi volesse partecipare, non ha che da leggere la lettera in questione.
Proposta di Angelo Gaja
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ciao barbara se ti contatto qui, scusa ma perchè dovrebbero radiarmi dall’AIS? perchè ho diviso i brunello nella carta dei vini?
Caro Gori, non mi sembra che Barbara abbia parlato di “radiazione”:
“Oltre a ciò s’aggiunge che mi tocca leggere (in un commento qui) che un sommelier divide i Brunello sulla carta dei vini…Cosa ti devo dire? E’ una gran tristezza!”
Riporto pari pari la sua esternazione. In effetti, a pensarci bene, dividere i brunello nella carta dei vini equivale ad affermare che qualcuno ha barato. E allora, da sommelier, si ha il coraggio di offrire ai clienti vini che brunello non sono?
nella carta parlo di modernità e tradizione che per ora è una suddivisione già accettata da molti e non inventata da me. Tra un Greppone de Mazzi di Ruffino e un Col d’Orcia la gente deve sapere che differenza di gusto c’è, quindi mi pare un servizio utile