In un mondo perfetto, in cui tutto va bene, in cui non esistono furbetti del quartierino, in cui tutti, più che rispettare regole, hanno rispetto per il prossimo, non ci sarebbe bisogno di fare appelli, non ci sarebbe bisogno di eroi (per dirla con Bertolt Brecht), non ci sarebbe bisogno di provocazioni, non ci sarebbe nemmeno bisogno di controinformazione. Le cose semplicemente andrebbero in modo tale che nessuno possa esercitare arbitrariamente il potere, acquisito magari per successo economico, sugli altri (badate bene: esercizio del potere, non la sua funzione; due cose separate che in questa nostra società tendenzialmente sono accorpate, facendo in modo che il potere assorba quella che dovrebbe essere la sua “funzione” e diventi immediatamente esercitazione/esibizione di forza).
Invece per far chiarezza, per cercare di rintracciare un barlume di verità occorre scapigliarsi, gridare, provocare o cose del genere. In un stile, invece, garbato ma pungente, Franco Ziliani invita i produttori di Brunello che adoperano “solo” sangiovese in purezza (sembra un paradosso, dato il disciplinare, vero?) a farsi avanti e a rendere pubblica la loro “dichiarazione d’amore per il sangiovese”, insomma di affermare di non barare. Non c’è nulla che possa dimostrarlo con una semplice dichiarazione, ma è un modo per sentirsi onesti nel puro e genuino essere uomini con gli uomini, come quando per stipulare un accordo bastava stringere la mano.
Qui trovate l’appello. I produttori di Brunello che credono nel proprio lavoro e pensano unicamente con la propria testa e col proprio cuore, possono sottoscriverlo al link che ho fornito.
