Non è una classifica, ma sono segnalazioni alla rinfusa e non si tratta necessariamente dei migliori vini, ma di quelli che assaggiati in un particolare contesto, in quel momento, ci hanno particolarmente emozionato. È solo un caso che vi sia solo un accenno a spumanti e vini dolci e nessuno per i rosati. In realtà ci sarebbe un magnifico Champagne Rosé di cui, però, sciaguratamente non abbiamo trascritto né il produttore né l’annata. Alas! Dal momento che abbiamo deciso di non annoverare vini assaggiati nelle fiere o campioni di botte, mancano bicchieri che ci avevano particolarmente colpito all’assaggio (per esempio uno Sherry Pedro Ximenez dall’età inquantificabile o il calabrese Moscato di Saracena delle Cantine Viola per i dolci, e due franciacortini davvero commoventi dell’azienda Il Pendio di Gigi Balestra). Troverete molti barolo tra i rossi (o meglio, solo barolo con qualche eccezione): non vogliatecene, ma è evidente che nelle Langhe si beva superbamente (e nell’annata 2004, di cui abbiamo avuto modo di bere molti barolo, ci sono solo grandi vini). Tra i rossi manca un campione assoluto di cui però abbiamo bevuto un bicchiere durante una fiera: il Cirò Riserva Duca San Felice di Librandi 2004, un vero fuoriclasse, un segnale chiaro da una regione spesso bistrattata e misconosciuta, ma che vanta nel gaglioppo un protagonista non secondario dei grandi vitigni a bacca rossa italiani.
Tra i bianchi c’è una sostanziale parità tra Campania e Friuli Venezia Giulia (in verità su queste due regioni ci siamo soffermati di più durante l’anno, anche per una nostra naturale predisposizione e accoglienza nei confronti delle tipologie e dei vitigni che queste due aree italiane esprimono), a dimostrazione del livello qualitativo altissimo raggiunto da queste due regioni, specie in aziende piccole in crescita. I fiano d’Avellino segnalati sono ben 3. Non è una forzatura: si tratta semplicemente di uno dei vini che maggiormente sta impressionando per continuità di risultati e per serietà di aziende che pian piano si impongono, seppure con numeri limitati. La fortuna, poi, di assaggiare annate più vecchie ci dice senza esitazione della nobiltà di questo vino-vitigno.
Vini rossi
Brunello di Montalcino Riserva Case Basse Soldera 1999
Taurasi Riserva Mastroberardino 1985
Barolo Vigna San Giuseppe Riserva Cavallotto 1999
Barolo Brunate Le Coste Rinaldi Giuseppe 2004
Outis Biondi 2004
Barolo Bartolo Mascarello 2004
Nobile di Montepulciano Riserva Crociani 2004
Barolo Arione Gigi Rosso 2004
Barolo Cascina Francia Giacomo Conterno 2004
Gran Cru Chapelle Chambertin Rossignol Trapet 2004
Barolo Monprivato Giuseppe Mascarello 2003
Vini Bianchi
Fiano Clelia Romano Colli di Lapio 2004
Fiano Pietramara I Favati 2004
Fiano Vigna della Congregazione Villa Diamante 2004
Adam Cantina Giardino 2006
Kaplja Damjian Podversic 2003
Trebbiano Valentini 1998
Chambave Muscat La Crotta di Vegneron 2006
Trebez Dario Princic 2003
Friulano Tocai Edi Keber 2007
Malvasia Skerk 2005
Ribolla Anfora Gravner 2001
Vini Dolci
De Miranda Asti Spumante Metodo Classico 2004
Vini Spumanti
Dosage Zero Cà del Bosco 2002
