Cavallotto
Non potevamo mancare almeno per un saluto allo stand degli amici Cavallotto. Del 2004 e delle Riserve abbiamo ampiamente parlato in più occasioni. Basti qui ribadire, se ce ne fosse bisogno, che i barolo dei Cavallotto sono tra i miei preferiti (in particolare ho un debole per il Vigna San Giuseppe). Già il loro Langhe Nebbiolo si pone ai vertici della tipologia, mostrando un profilo di piccolo barolo. E il loro 2007 non ha affatto sofferto il caldo, a quanto pare, riuscendo a coniugare, come sempre succede lì a Bricco Boschis, carattere mascolino ed eleganza femminea, sprigionando effluvi balsamici rinfrescanti (non è cosa da poco per un 2007). Il passaggio presso il loro stand è stato utile per avere una prima impressione della nuova annata del barolo Bricco Boschis.
Ebbene, il 2005 è in linea con i tratti generali della vendemmia: i profumi si donano senza alcun problema, e nonostante il tenore alcolico alto (14,5%), al di là dei sentori classici di lampone e fragoline in confettura, è un senso balsamico, fresco a emergere pian piano dal bicchiere. Al palato è più nervoso, con l’acidità e i tannini che prevalgono sulle parti morbide, ma è del tutto naturale visto l’andamento dell’annata e la gioventù del campione. Non c’è la pienezza e la lunghezza del 2004; per dirla con Rinaldi: è molto più vicino all’idea di un barolo old style, irrequieto, vibrante, ma per questo autentico. È stato altresì interessante sentire il campione del 2003 che non avevo più assaggiato da un paio d’anni. Ecco, il barolo in questione resta a mio parere uno degli esempi più fulgidi di grande interpretazione dell’annata. Stando alla sua compiutezza, all’equilibrio fra le parti, direi che si tratta di un vino godibilissimo ora, ma che non andrà incontro a un rapido declino, come invece capita spesso a prodotti pretenziosi di quell’annata. La freschezza, ma soprattutto la mineralità e l’austerità, lo salvano. È testimone di quanto spesso si va ripetendo: se si lavora bene, anche di fronte ad annate difficili si riesce a portare a casa un ottimo vino.
Quindi complimenti a Giuseppe, Alfio e Laura.
L.M.
*Nella foto i fratelli Giuseppe e Alfio.

Facebook: Divino Scrivere
Terre di Vite
Il Fatto quotidiano
Non Toccare il mio amico!