Terre di vite: poesia #2

 

Terre di Vite Sabato 7 Novembre 2009

 

Anila Resuli

 un ramo come un osso d’albero che si lacera

 e si trattiene; volgi qui un po’ del tuo occhio

 sorpreso del mio odore. sapessi quanto aspettare

 richiede l’amore; sapessi come io, lunga, dal mio ventre

 al tuo ginocchio mi sorprendo altra. piccola ma greve,

  la fiamma s’incastra alla tua bocca e al tuo dente,

                                                      forte, diviene ancora. 

*

qui parla e qui s’allontana la foglia: l’autunno

ci migra addosso come polline storpio che sgola

al mare. altra mano, la tua, a disegnare ciò che in corpo

ha vita sterile, ciò che denuda e che brucia

come un fiato scemato senza scendere in gola.

lì, si termina in uno; in un’unica testa con gambe

congiunte a fisarmonica; in un unico braccio

che incarna il possesso e più non si strappa.

 così l’anima s’appresta  a finire dentro la tua carne,

un pezzo alla volta,              ancora ed ancora.

(da Petali vorticanti)

Testi sorprendenti, tersi e contemporaneamente in ombra, dal ritmo sostenuto e, nello stesso tempo, dissonante, capace di rivelare, in una controllata caduta di tono, l’architettura di pensiero che sorregge il canto: corpo e parola immersi in un costante, reciproco inseminarsi, dove è difficile distinguere qual è il medium che permette all’altro di rivelare qualcosa di sé: forse perché è la parola, che facendosi dettato formalmente significante, utilizza il corpo per rivelarne, per piccoli barbagli o sapienti e ben dissimulati inciampi, il profilo e il linguaggio più segreto, quello che la parola stessa è incapace di dire.
(F. Marotta)

Pubblicato in:  on 31/10/2009 at 12:31 am Lascia un Commento

La URI per inviare un trackback a questo articolo è: http://divinoscrivere.wordpress.com/2009/10/31/terre-di-vite-poesia-2/trackback/

RSS feed dei commenti a questo articolo.

Leave a Comment