I giornalisti campani incontrano l’assessore regionale

Tratto dal sito di Luciano Pignataro www.lucianopignataro.it

Convocata a  Napoli la prima grande convention italiana sulla nuova informazione enogastronomica e agroalimentare. Giornalisti ed operatori a discutere di: internet, quotidiani, riviste, televisione. Cosa sta cambiando?

Incontro dell’Assessore Regionale Gianfranco Nappi  con i vertici dell’Arga Campania

Una delegazione dell’Arga Campania, l’associazione regionale che riunisce i giornalisti agricoli dell’Assostampa,  è stata ricevuta dall’Assessore Regionale all’Agricoltura, Gianfranco Nappi; una visita di conoscenza reciproca nell’ambito dei rapporti dell’Arga con enti e istituzioni campane.
Hanno partecipato all’incontro la Presidente dell’Arga, Geppina Landolfo, il vicepresidente Luciano Pignataro, il segretario Pasquale Carlo e il consigliere nazionale Unaga (l’unione delle Arga) Gianpaolo Necco.
Nel corso dell’incontro, il vice presidente Pignataro ha illustrato le tematiche agricole particolarmente affiorate durante l’estate, soffermandosi in particolare sulla situazione agroalimentare campana, la vitivinicoltura col caso Taurasi per cui sono state raccolte le firme di protesta, in relazione alla legge 88/2009, e l’istituzione della enoteca regionale.
L’intenzione dell’Arga di svolgere una giornata di studio sulla comunicazione filiera agroalimentare campana, coinvolgendo autorità di settore e giornalisti della carta stampata, delle  radio, televisioni e web è stata accolta con interesse dall’assessore Nappi che ha proposto di inserirla nell’ambito di una grande convention sull’agricoltura che si svolgerà in dicembre a Napoli.
La questione dell’enoteca regionale, strettamente collegata anche alle vicende di Taurasi e più in generale allo sviluppo vitivinicolo, è stata chiarita dall’assessore Nappi avendo ricevuto consensi, nel corso di incontri precedenti avuti con i singoli addetti ai lavori, anche in terra sannita, di istituire presidi provinciali dell’enoteca gestiti in modo professionale e svincolati da logiche locali, auspicando in tal modo di richiamare sull’alimento vino non solo l’attenzione dei consumatori campani ma anche dei turisti che visitano le varie zone della nostra regione.
Al termine dell’incontro, cordiale e costruttivo, la presidente dell’Arga Campania, Geppina Landolfo, ha assicurato la massima attenzione dell’associazione alle iniziative che saranno poste dall’assessorato all’agricoltura.

Napoli, 7 settembre 2009

Ps: nei prossimi giorni l’Arga Campania metterà a punto la proposta di programma contattando i più importanti e prestigiosi protagonisti della comunicazione enogastronomica italiana per invitarli.

Pubblicato in:  on 07/09/2009 at 8:06 pm Commenti (4)

Cancellation of Taurasi fair was politically motivated

letera_sindaco

Su Vinowire, la rete di informazione in lingua inglese sul vino italiano, ideata da Jeremy Parzen e Franco Ziliani, è apparso un editoriale a firma del sottoscritto sulle vicende riguardanti l’annullamento della fiera di Taurasi, gentilmente tradotto da Jeremy Parzen.

L.M.

Pubblicato in:  on 02/09/2009 at 12:26 am Lascia un Commento

Caso Taurasi, i giornalisti dell’Arga Campania incontrano l’assessore regionale Nappi

Tratto dal sito di Luciano Pignataro:  www.lucianopignataro.it   1/09/2009

Caso Taurasi, i giornalisti dell’Arga Campania incontrano l’assessore regionale Nappi

Oggi vi consegnamo la conclusione della vicenda che ha tenuto banco qui al Sud questa estate. Grazie alla caparbietà dell’Associazione Divino Scrivere, è stata organizzata in collaborazione una raccolta di firme on line che ha raccolto nomi di appassionati, esperti, operatori, indignati per la decisione di abolire la Fiera Enologica di Taurasi con la scusa della legge.

 Barbara Brandoli e Luigi Metropoli hanno ascoltato sull’argomento il presidente della Pro Loco Tranfaglia, i giornalisti Franco Ziliani, Sandro Sangiorgi, Roberto Giuliani, Marco Arcuri e Alessandro Franceschini.

L’Associazione Regionale Giornalisti Agricoli presieduta da Geppina Landolfo è intervenuta sul tema e portato la questione a livello nazionale grazie al consigliere Giampaolo Necco.

 La consegna simbolica delle firme avverrà nel corso dell’incontro fissato lunedì 7 settembre con l’assessore regionale all’Agricoltura Gianfranco Nappi. Non si ha la pretesa di indicare alcuna soluzione, ma solo di sollevare il problema e sottolineare la gravità di quanto accaduto.

Pubblicato in:  on 01/09/2009 at 6:58 pm Lascia un Commento

Barolo, 29 Agosto- Concerto per Baldo Cappellano: racconto emozionale di una serata indimenticabile.

 Quando penso alle Langhe, trovo sempre dentro di me innumerevoli motivi per ritornarci, ogni scusa è buona per saltare in macchina direzione Barolo e dintorni ma, questa volta non si tratta di una scusa, questa è un’occasione importante che mi porta a viaggiare: sabato 29 agosto a Barolo c’è il concerto per Baldo Cappellano e ad attendermi c’è suo figlio Augusto.conc1 Quando si decide per un viaggio così carico di significati o lo si fa da soli oppure, se si desidera la compagnia di una persona, dev’essere il più possibile affine al tuo sentire. Elena Conti, produttrice di Boca doc in quel di Maggiora è la persona giusta per condividere quest’esperienza, un’amicizia che uscirà rafforzata da questa serata densa di emozioni e colpi di scena. discorsomtArriviamo puntuali in piazza Falletti a Barolo, i musicisti dell’ “Open Trios” stanno facendo le ultime prove e i posti a sedere si stanno man mano riempiendo tutti, bellissimo il colpo d’occhio del gruppo musicale sulla scalinata dell’Enoteca Regionale e altrettanto bella la cornice di pubblico; arriva anche Augusto Cappellano e così la serata ha inizio. Sarà Maria Teresa Mascarello a introdurre il concerto leggendo le motivazioni che hanno spinto l’ass. culturale “Giulia Falletti di Barolo” ad organizzare conc2l’evento: “Abbiamo voluto dedicare questo concerto a Baldo Cappellano a pochi mesi dalla sua prematura scomparsa, un omaggio laico che siamo sicuri lui apprezzerà, perché lui era così!” Poche le frasi recitate da M.Teresa nel presentare la vita dell’uomo Baldo Cappellano, parole che hanno il peso della verità, concetti che non fatico definire insegnamenti, monito per le future generazioni che arrivano da un uomo che ha saputo vivere con lo spirito del sognatore, visionario,utopico e generoso l’intera publ1sua esistenza. Il silenzio della piazza si trasforma in musica appena gli Open Trios cominciano a suonare, il concerto ha come titolo “Africa, Europa, America” e le sonorità spaziano tra passato e presente, nuovi linguaggi musicali che ci sorprendono piacevolmente e, a differenza di quello che ci si aspettava, vertono su melodie allegre, ballate e reinterpretazioni in chiave moderna di musiche classiche. Il ritmo che cambia e gioca con il pubblico che spesso segue con le mani quasi a voler svegliare quel sentimento di fratellanza tra le diverse culture, magia che solo la musica riesce a compiere. Un salire di emozioni se aggiungiamo anche la voce recitante di Roberto Braida che legge alcuni pensieri scritti da conc3Baldo Cappellano e poesie di diversi autori. Il pubblico è visibilmente soddisfatto, l’atmosfera si è trasformata, l’incalzare della musica ha riportato il sorriso su tutti i presenti e alla fine un lungo applauso riporterà sul palco i musicisti per il bis. Ore 11.00, a questo punto ci intratteniamo ancora nella piazza per salutare gli amici, Beppe Rinaldi, Ezio Cerruti, Brezza, Augusto Cappellano e Maria Teresa Mascarello che è in compagnia del sindaco di Torino Chiamparino, convinte che la serata sia giunta al termine. Invece…stava solo per iniziare! Maria Teresa mi chiede se vogliamo andare a casa sua dove ha organizzato un buffet per il dopo concerto e noi con buffet2piacere accogliamo l’invito con gioia ed entusiasmo. Ero già stata a casa di Maria Teresa Mascarello ma, tornarci fa sempre un certo effetto, per chi come me ama il Barolo sa che tra quelle mura e in quella cantina si è fatta la storia, un fascino che resiste oltre le mode e oltre il tempo. Siamo circa una trentina d’invitati, l’atmosfera è quella di una festa, il buffet ricchissimo e i vini a disposizione eccellenti (si parte con bianchi friulani, champagne e riesling) con la promessa che si salirà di livello appena verranno serviti i formaggi. Io, Elena ed Augusto assaggiamo un po’ di tutto mentre Beppe Rinaldi condividebeppe+sindaco con me un bicchiere di Ribolla Gialla 2003 di Podversic sostanzialmente d’accordo sulle osservazioni: il suo kaplija è tutta un’altra storia…Il sindaco Chiamparino è sempre in mezzo a noi e ascolta con interesse le nostre osservazioni sui vini, si vede che è a suo agio, persona afabile e di buona compagnia, amante del buon cibo e del buon vino. Ma adesso non si scherza più…all’improvviso compare un magnum di Barolo Piè Franco di Cappellano (vigneto Gabutti) con un’etichetta serigrafata in serie limitata e con la controetichetta illeggibile, non se ne conosce l’annata ma Augusto azzarda “1998” e noi ci fidiamo! In verità, oggi mi ha detto che era un 1997 ma poco importa, l’emozione di questo assaggio rimarrà indelebile nella mia memoria a prescindere cappellano97dall’annata, perché certi vini, come alcune amicizie, vanno vissuti ed è difficile dopo raccontarli se non con quel pudore che si prova davanti ad un’opera d’arte che resiste al tempo consolidando la sua grandezza. Ripenso al nebbiolo a piede franco e a quanto Baldo abbia vinto la sua scommessa reimpiantandolo a Gabutti, ecco, questo Barolo anarchico ha il suo carattere, la sua stoffa e la sua lungimiranza. Serata finita? No! Da Maria Teresa c’è ancora una grande sorpresa che ci aspetta: due magnum di Barolo Bartolo Mascarello del 1990! Poesia allo stato puro, un velluto sulla lingua emt+barolo una freschezza che lascia tutti stupefatti, l’eleganza e la personalità di questo vino uniti alla longevità sono la cifra stilistica della mano di Bartolo Mascarello, produttore profondo e sensibile. Intanto la notte avanza, i calici si riempiono e si vuotano, il chitarrista del gruppo ha cominciato a suonare, arrivano i dolci al buffet e Augusto porta il suo Barolo Chinato, Ezio Cerruti il suo moscato passito “Sol” e si continua fino a far tardi, quasi ad aspettare Teobaldo e Bartolo che quella sera non erano potuti venire…

agubeppe

Grazie ad Elena per l’amicizia sincera, a Maria Teresa Mascarello per l’ospitalità e tanto di più, grazie a Beppe Rinaldi e all’affetto che sempre mi riserva, a Ezio Cerruti per una nuova bella amicizia.

Grazie ad Augusto, perchè lui sa.

B.B.

Pubblicato in:  on 31/08/2009 at 8:37 pm Commenti (6)

Oggi, 28 Agosto a Castelvenere, Sannio. “Grandi vini da piccole vigne”: un appuntamento da non perdere!

PiccoleVigne

Nel Comune più vitato della Campania, nell’ambito della XXXII Festa del Vino  organizzata dalla Pro Loco, una iniziativa senza precedenti al Sud.

Per la prima volta, infatti, sarà possibile conoscere alcuni dei protagonisti della profonda rivoluzione vitivinicola in corso nelle campagne meridionali: tante storie da ascoltare e vini da bere, fuori da ogni omolgazione, spunti per il palato, curiosità della mente.

Dall’isola di Ponza al Vulture, passando per la viticoltura estrema del Cilento e della Costa d’Amalfi, e poi l’Irpinia, il Casertano con il Falerno e un pizzico di Puglia: i diversi volti dell’attaccamento alla terra di giovani, professionisti che hanno cambiato vita, autentici contadini. Non sono i vini più buoni, ma sicuramente unici.

E unica è l’occasione per conoscerli tutti insieme: molti di loro difficilmente frequentano degustazioni pubbliche.L’iniziativa, nata da una idea da Luciano Pignataro e diretta tecnicamente da Mauro Erro ha l’ambizione di diventare un punto di riferimento per chi crede nella biodiversità colturale e antropologica: dalle piccole vigne di Napoli, una delle metropoli più antiche del mondo, al silenzio senza allacciamento Enel di Punta Licosa nel Cilento.

Sarà preceduta dalla degustazione “Un viaggio rosso: 2004-1998″ con il Taurasi di Contrade di Taurasi una piccola vigna già famosa condotta da Mauro Erro, il delegato dell’Ais Napoli Tommaso Luongo e il giornalista Antonio Paolini con l’enologo Maurizio De Simone: Contrade di Taurasi. Un viaggio rosso dal 2004 al 1998.

Dalle 19 il banco di assaggio con le aziende presenti Agricola San Giovanni (Castellabate, Cilento), Bianchini Rossetti (Casale di Carinola, Ager Falernum), Brunigi Galco (Cascano, Ager Falernum), Carlo Zannini (Falciano del Massico, Ager Falernum), Cantine dell’Angelo (Tufo, Irpinia), Cantina Giardino (Ariano Irpino), Capizzi (Piedimonte di Sessa Aurunca, Ager Falernum), Centrella (Torrini, Irpinia), Eleano (Rionero in Vulture, Lucania), Il Cancelliere (Montemarano, Irpinia), Le Vigne di Raito (Raito, Costa d’Amalfi), Michele La Luce (Ginestra, Lucania), Monte di Grazia (Tramonti, Costa d’Amalfi), Musto-Carmelitano (Maschito, Lucania), Paonessa (Sessa Aurunca, Ager Falernum), Raffaele Moccia (Agnano, Napoli), Regina Viarum (Falciano del Massico, Ager Falernum), Taffuri Pouchan (Ponza), Trabucco (Carinola, Ager Falernum), Varriale (Posillipo, Napoli), Volpara (Sessa Aurunca, Ager Falernum), Zullo (Orsara di Puglia).

Contestualmente alla manifestazione, nell’ambito della Festa del Vino, in mattinata si svolge il concorso dei vitigni autoctoni nel Sannio (Coda diVolpe, Barbera del Sannio e Piedirosso).

A seguire il seminario sui diversi volti della Falanghina sannita secondo l’enologo Enzo Mercurio al ristorante Kresios.

Nella piazza centrale del paese, oltre alle Piccole Vigne, dal venerdì alla domenica in esposizione i venti produttori di Castelvenere, altro esempio di biodiversità e varietà di impegno produttivo.

L’ingresso è libero
 

Per la prenotazione alla degustazione di Contrade di Taurasi (ore 18:00, presso il Chiostro Comunale a Piazza Municipio, max 30 posti) scrivere alla dottoressa Novella Talamo ntalamo@gmail.com

Info sul programma generale e delle tre giornate: www.prolococastelvenere.it

Pubblicato in:  on 28/08/2009 at 6:12 am Lascia un Commento

2009, l’estate nera di Taurasi: salta anche una rassegna nel centro storico

Su Buongiorno Irpinia è stato pubblicato questo scritto, rilanciato da Luciano Pignataro sul suo sito.

di Daniele Moschella

In paese qualcuno dice: fortuna che la festa di San Marciano la fa la parrocchia, sennò quest’anno pure quella sarebbe saltata. E d’altronde così sembra andare a Taurasi. Dopo la Fiera Enologica – quest’anno si doveva celebrare l’edizione numero undici – pare esser stata gettata alle ortiche anche la XVI edizione della manifestazione “Da porta a porta”, piccolo evento enogastronomico, organizzato negli anni scorsi dal comitato Pro centro storico sempre in collaborazione con l’amministrazione comunale di Taurasi. Una iniziativa formato tascabile, più per una fruizione interna che per una vera e propria promozione territoriale, ma comunque l’occasione per conoscere, apprezzare uno dei centri storici più suggestivi d’Irpinia, una delle eccellenze, probabilmente la prima in senso assoluto, dell’agroalimentare di casa nostra, il Taurasi docg.

Ancora una volta dissidi interni, piccole scaramucce, la tornata elettorale di recente celebrata – seppure il risultato era tutt’altro che inaspettato – ancora una volta questioni che poco hanno a che fare con promozione, sviluppo in termini turistici, senso della comunità impediscono lo svolgimento di una manifestazione. E si sono perse anche le tracce delle Baroliadi che pure quest’anno dovevano tenersi a Taurasi. Ma c’è dell’altro. Annullare iniziative e momenti di socialità significa anche lacerare il tessuto connettivo di un piccolo centro e significa anche rendere fertile il terreno dell’isolamento. Quando, invece, il territorio di Taurasi e del Taurasi avrebbero bisogno di spazi ampi, di orizzonti larghi, di larghe vedute e di mentalità aperte. Tutto questo non accade. E non si intravede, in realtà, nemmeno l’alternativa. Perché, poi, l’alibi più grande è questo: non facciamo la fiera enologica? Allora faremo qualcos’altro.

L’alternativa allo stato non c’è, non pare che ci sia qualcuno che abbia intenzione di costruirla o almeno di gettare le basi per darvi concretezza. Il rischio più grosso che si corre, dunque, è veder crescere ciò che c’è più o meno lontano, grazie al marketing che inventa ricchezze anche laddove non ce ne sono, grazie ad operazioni di comunicazione efficaci che danno sostanza al fumo. A Taurasi il talento c’è, la risorsa pure. Ma in pochi sembrano accorgersene. Il caso di “Da porta a porta” è emblematico. E conferma quel trend negativo che ha caratterizzato già il caso, divenuto nazionale, della Fiera Enologica. Un trend negativo che assegna un primato all’estate 2009 di Taurasi, maglia nera, stagione da archiviare, da gettare nel dimenticatoio, da annoverare nel database delle cose non fatte, della crescita interrotta, degli aborti volontari.

E se la Fiera Enologica era ed è l’evento che calamitava l’attenzione di migliaia di visitatori – che in Irpinia venivano realmente e non virtualmente – “Da porta a porta” era ed è una piccola iniziativa nata per i cittadini di Taurasi, per la comunità di Taurasi, per una fruizione più interna, più ristretta, ma comunque il segnale di una consapevolezza, quella di avere una risorsa da gestire, una eccellenza da far crescere. E non era solo vino. Ma era ed è il territorio.

Perché dalle pietre e dalle cantine del centro storico, dalle sale recuperate del castello, del palazzo marchionale, dalle ancora poche strutture ricettive, dalle tante realtà produttive poteva e può nascere un flusso economico e occupazionale di tutto rispetto, poteva e può ancora esserci un piccolo rinascimento culturale e sociale che oggi stenta a vedersi. Ma tanto un’alternativa c’è sempre. Almeno così si sente dire. Certo è che ad oggi di alternative se ne vedono poche. Si avverte solo aggirarsi lo spettro della disgregazione che getta una comunità nel più nero degli anonimati.

Pubblicato in:  on 26/08/2009 at 10:55 pm Lascia un Commento

Fiera Enologica di Taurasi: il parere dei giornalisti. Intervista ad Alessandro Franceschini.

 Dopo l’annullamento della Fiera Enologica di Taurasi, noi di Divino Scrivere abbiamo deciso di sottoporre alcune domande a giornalisti del settore e a persone direttamente coinvolte per ascoltare i diversi pareri su quanto accaduto. Chiediamo ad Alessandro Franceschini, giornalista, Direttore di Redazione di LaVINIum.com e sommelier di Ais Lombardia. 

La domanda che poniamo a tutti: Vinalia nel Sannio si è svolta regolarmente, come tutti gli anni. Il sindaco di Taurasi sostiene però che si tratta di un evento di natura diversa rispetto alla Fiera Enologica. Da osservatore esterno ritieni che faccia più danno il decreto 23 della legge 88 o un certo autolesionismo meridionale? 

a. franceschini
Alessandro Franceschini

La seconda che avete detto. Ma non è una questione solo e soltanto tipica di un atteggiamento autolesionistico, “meridionale” in questo caso. È un atteggiamento tipicamente italiano che trova radice all’interno di un individualismo che si ritrova un po’ dappertutto, non solo nel mondo del vino e non solo nel sud Italia. Ci sono tante zone, anche al nord, dove regna il “mors tua, vita mea”, dove se visiti un produttore e gli chiedi di darti un consiglio su chi altri conoscere della stessa zona vieni scrutato come un guastatore, uno che fa domande poco eleganti ed educate. Non c’è sistema in Italia e non si vuole fare squadra. Questo perché non esiste una cultura di base, condivisa, del bene comune: si guarda al proprio piccolo orticello, tranne chiedere aiuti al sistema o alla politica quando le cose cominciano a scricchiolare. Dall’esterno, senza conoscere nel dettaglio i singoli aspetti, la vicenda della Fiera di Taurasi sembra un regolamento di conti interno tra attori e comparse che non aspettavano altro che un pretesto, che è arrivato, per far saltare le riprese. 

L’AIS Napoli e l’AIS Modena hanno appoggiato l’appello in difesa della fiera. Quale può essere il ruolo dell’AIS in situazioni del genere? Quale contributo può dare a una fiera e all’organizzazione di manifestazioni nel settore vino? 

Mi fate una domanda difficile, non tanto in riferimento alla seconda domanda, quanto alla prima. Ais già organizza o collabora alla realizzazione di molte fiere o kermesse di vario genere in giro per lo stivale, non solo fornendo supporto per la mescita con personale locale, ma anche nella guida di sessioni di degustazione, moderazione di convegni e via discorrendo. Quindi penso che sia evidente quale contributo, se chiamata a farlo, Ais sia in grado di dare a manifestazioni di settore. Diversa, invece, è la questione, quando pensiamo all’Ais come protagonista di un mondo nel quale deve, o non deve, prendere posizione su questioni scottanti, sulle anomalie del sistema e le sue contraddizioni, come è il caso della Fiera di Taurasi. Spesso, infatti, mi sono chiesto quale sia, o dovrebbe essere, il ruolo di un associazione come l’AIS in casi più delicati, come quello in questione. Essere neutrale o intervenire? Stare alla finestra ed aspettare l’evolversi degli eventi o prendere posizione subito? Se, come spesso si dice, i sommelier non devono più essere considerati solo e soltanto dei bravi e professionali uomini di servizio, degli impeccabili camerieri del vino in poche parole, ma anche e soprattutto, in linea con l’evoluzione di questa figura negli ultimi anni, dei comunicatori dello stesso, degli intermediari tra produttori e consumatori, allora penso, mia personale opinione, che l’AIS debba agire. Il che significa prendere posizione e misurarsi, come in questo caso, con le istituzioni. Per essere credibili ed agire con efficacia bisogna però intervenire non solo a livello locale o regionale, ma anche a livello nazionale e soprattutto in tempi rapidi. 

Ritieni che un ente organizzatore che sopraintenda manifestazioni di questo genere, costituito da diversi attori, esponenti di varie associazioni, possa essere una garanzia per il miglioramento di un evento o rischia di diventare dispersivo e causa di divergenze?

Direi di si. L’Italia è il paese dei conflitti di interesse. Ce ne sono talmente tanti che oramai non sembrano più fare scandalo. Ho sempre pensato che controllori e controllati debbano essere due entità disgiunte. L’importante è che ci sia trasparenza ed onestà intellettuale. Scelti gli attori di un ente terzo che sovraintenda ed organizzi, devono poi necessariamente scomparire singoli interessi di bottega. Questo l’aspetto più difficile, perché culturale, di fondo, e non credo basti un arbitro per risolverlo, anche se certamente è un buon inizio. 

Alla luce dell’annullamento della Fiera Enologica e di segnali preoccupante dal Comune di Tufo per la festa legata al Greco, ci può essere un effetto domino su altre fiere del settore, anche fuori dalla Campania?  

Dipende dalle situazioni preesistenti. Se, intendo, sono già in essere situazioni tese e conflittuali, il caso Taurasi ed il decreto 23 della legge 88 possono, in effetti, servire da alibi per annullare altre fiere o momenti aggregativi dedicati al mondo del vino e del cibo. Altrimenti non credo, o forse non voglio credere, che il tafazzismo enoico si diffonda anche altrove in Italia.

Ringraziamo Alessandro Franceschini  per la sua disponibilità.

(A cura di Divino Scrivere: Barbara Brandoli e Luigi Metropoli in accordo con Luciano Pignataro che rilancerà le interviste sul suo sito www.lucianopignataro.it ) 

Ricordiamo inoltre che noi di Divino Scrivere  assieme al giornalista Luciano Pignataro, siamo promotori della petizione a difesa della Fiera Enologica di Taurasi e della raccolta firme che verranno consegnate all’assessore regionale Gianfranco Nappi in occasione della   manifestazione delle Piccole Vigne di Castelvenere il 28 agosto. Tra i tanti firmatari si annoverano le prestigiose adesioni come Slow Food Campania, la rivista Porthos, l’Ais di Napoli, Ais Modena e Comuni Vesuviani, Slow Food Avellino e numerosi blog e siti specializzati.

Chi vuole leggere la petizione e lasciare la propria firma può farlo qui:http://www.firmiamo.it/difendiamolafieraenologicaditaurasi

Pubblicato in:  on 25/08/2009 at 8:15 am Lascia un Commento

Fiera Enologica anno zero, Taurasi caso nazionale per i giornalisti specializzati

Tratto dal sito di Luciano Pignataro www.lucianopignataro.it

L’assessore regionale all’Agricoltura Gianfranco Nappi, attraverso il suo dirigente di staff aveva risposto alla lettera di Geppina Landolfo, presidente dell’Associazione Giornalisti Agricoli della Campania che chiedeva chiarimenti sull’annullamento della Fiera di Taurasi. 

Assessore regionale Nappi
Assessore regionale Nappi

 Ma la questione non si è affatto conclusa. L’argomento è stato all’ordine del giorno del congresso nazionale di Aquileia delle Associazioni Regionali Giornalisti Agricoli. Da qui è scaturita una nuova sollecitazione alla Regione Campania.  Sull’argomento Divino Scrivere ha aperto una discussione con i più importanti giornalisti specializzati di settore. 

Il Congresso Nazionale chiede un intervento deciso della Regione 

Egregio Dottor Caiazzo, in relazione alla sua nota sulla vicenda di Taurasi, per opportuna e doverosa conoscenza, le trasmetto copia della risoluzione adottata dal Congresso dell’Unaga (Unione Nazionale delle Arga Italiane) svoltosi dal 20 al 22 agosto ad Aquileia, in Friuli, al quale ho partecipato in qualita’ di delegato per la Campania.

La ringrazio, quindi, per l’attenzione mostrataci e mi auguro che il condizionale da lei utilizzato nel rispondere all’Arga Campania possa essere foriero di interventi, che ritengo anche di mediazione, atti a sbloccare la vicenda.

A semplice titolo informativo le riferisco che i colleghi delle altre Arga italiane hanno gia’ affrontato e positivamente risolto la questione puntando e contando soprattutto sull’intesa tra sindaci, proloco e le altre istituzioni preposte alla sorveglianza.

In tal modo hanno evitato una perdita economica che si sarebbe inevitabilmente verificata nelle regioni particolarmente votate alla vitivinicoltura, i cui prodotti, unitamente a quelli dell’agroalimentare sono esposti nelle feste, fiere e sagre, là numerosissime e particolarmente curate proprio per fare cassa durante le esposizioni locali.

La Campania ha le stesse potenzialità e le stesse esigenze, lo stanno dimostrando gli amministratori pubblici e gli imprenditori agricoli che continuano a fare le stesse esposizioni locali, già programmate e finanziate, e nessuno si ritiene fuori dalla legge.

Ma il caso Taurasi, per ora unico sul territorio regionale, va affrontato e risolto. Sono dell’avviso che, per districare la questione, occorra un tavolo specifico che coinvolga in primo luogo la Regione ma al quale dovrebbero partecipare accanto agli amministratori pubblici anche tutte le componenti imprenditoriali del mondo agricolo, le prime ad essere interessate ad una soluzione in positivo sia per Taurasi che per ogni altro non auspicabile caso. 

Gianpaolo Necco, Consigliere Nazionale Unaga per l’Arga Campania

 

L’UNIONE DELLE ARGA SUL TAURASI

Aquileia, 21 agosto 2009. La vicenda di Taurasi è stata posta anche all’attenzione dei presidenti e delegati delle Arga aderenti all’Unaga (Unione nazionale associazione giornalisti dell’agricoltura, alimentazione, ambiente, energie rinnovabili e territorio, foreste e pesca)  riuniti ad Aquileia per il proprio Congresso.  

L’illustrazione del caso da parte del delegato della Campania, Gianpaolo Necco, che ha riferito della posizione assunta dall’Arga Campania aderendo alla raccolta delle firme per sollecitare la Regione Campania per quanto di sua competenza ad intervenire sulla vicenda, ha ricevuto ampi consensi da parte dei delegati delle Arga e del direttivo dell’Unaga che, condividendo l’iniziativa messa in atto, hanno espresso la propria solidarietà, auspicando la rapida conclusione della vicenda affinchè non si lascino inevase le attese di quanti chiedono il ripristino della Fiera Enologica di Taurasi.

Firmate l’appello

Pubblicato in:  on 23/08/2009 at 7:04 pm Lascia un Commento

Fiera Enologica di Taurasi: il parere dei giornalisti. Intervista a Marco Arturi.

 

Dopo l’annullamento della Fiera Enologica di Taurasi, noi di Divino Scrivere abbiamo deciso di sottoporre alcune domande a giornalisti del settore e a persone direttamente coinvolte per ascoltare i diversi pareri su quanto accaduto. Chiediamo a Marco Arturi, collaboratore di Porthos e di diverse riviste specializzate, promotore e ideatore, insieme a Sandro Sangiorgi, del documento in difesa dell’identità dei vini italiani. 

Partirei col chiederti se una fiera può rappresentare un’opportunità per la promozione su scala nazionale di un vino di per sé già importante come il Taurasi e se, in caso affermativo, non ci sia bisogno di un organo di sostegno su scala quanto meno regionale. 

M.A: Taurasi e il Taurasi meritano una manifestazione organizzata con serietà’ e competenza, e al tempo stesso ne hanno bisogno. Mi sembra quindi necessaria un’assunzione di responsabilità da parte della Regione, che oltre ad essere stata il principale finanziatore della Fiera è per sua stessa natura il

Marco Arturi

Marco Arturi

soggetto istituzionale più indicato per  la gestione di un organismo di promozione e sostegno. Certo le incognite sono tante: la Regione è realmente interessata a cogliere le opportunità offerte da una Docg prestigiosa come il Taurasi  in termini di sviluppo e promozione del territorio? Ci sarà la capacità di dare vita a qualcosa di differente dal solito carrozzone politico – clientelare? Si vorranno valorizzare professionalità e competenze? 

Vinalia nel Sannio e tutte le altre iniziative in Campania e in Italia, si sono svolte regolarmente, nonostante la suddetta legge, mentre la Fiera non ha avuto uguale sorte; il sindaco di Taurasi sostiene però che si tratta di due manifestazioni di natura diversa e che la 88/09 è inaggirabile. Ritieni che faccia più danno il decreto 23 della legge 88 o un certo autolesionismo meridionale? 

M.A: Non sono in possesso di tutti gli elementi per giudicare la decisione del primo cittadino taurasino, anche se credo che il coraggio delle scelte, quando necessario anche di quelle “disobbedienti”,  rappresenti uno dei doveri di qualsiasi sindaco. Mi pare comunque che il titolo “Baruffe irpine” utilizzato da Luciano Pignataro e lo svolgimento della manifestazione di Guardia Sanframondi possano dirci già molto. Quanto all’autolesionismo, credo rappresenti un vizio nazionale: se volete possiamo spostare il discorso in Piemonte e parlare del Premio Grinzane – Cavour o dell’operato di certi consorzi di tutela. Oppure in Toscana, a Montalcino… 

Una domanda posta anche ad altri: quanto la politica, nelle espressioni locali, può incidere sul lancio di un settore strategico e profondamente radicato in un territorio come quello del vino, specie se si confronta con una doc o docg? Quale responsabilità hanno gli amministratori e quale i produttori nel successo di una docg? 

M.A: Le amministrazioni locali potrebbero moltissimo, se solo fossero libere da condizionamenti di vario genere e persuase delle possibilità di sviluppo economico, ecologico, turistico e sociale legate al vino. Ma dovrebbero anche esprimere la capacità di rispettare e diffondere i suoi contenuti culturali. Perchè la trappola, quella di confondere una denominazione con un brand, con un marchio commerciale, è sempre dietro l’angolo. Ad aiutare l’istituzione in questo senso non possono che essere i produttori e i consorzi, che però mancano spesso di coraggio e perseguono strategie miopi. Ancora troppi viticoltori sono convinti che una denominazione si possa difendere e far crescere solo perseguendo la qualità e adottando strategie commerciali efficaci. Bene, non basta: è necessario essere capaci a fare squadra, a rispettare tutto ciò che collega un vino al suo territorio, a parlare del contenuto della bottiglia piuttosto che dell’etichetta, ad andare oltre ciò che e’ puro e semplice mercato. I primi ad avere questa responsabilità sarebbero ovviamente i produttori più in vista, che sono tuttavia spesso coloro che la rifuggono. Il successo di una Docg non può che essere il risultato di un impegno collettivo.  

Cosa pensi della legge 88/09? Al di là degli ostacoli che pone a chi volesse organizzare manifestazioni che prevedano la somministrazione di alcolici in piazza, le sue restrizioni non rischiano di apparire come una nuova forma di proibizionismo, diciamo mascherato? 

M.A: La Legge 88 rappresenta l’ennesimo prodotto della filosofia moralistico – proibizionista che caratterizza l’operato di questo governo. A Eboli è vietato baciarsi in auto, a Positano non si possono indossare gli zoccoli, a Eraclea sono guai per chi costruisce un castello di sabbia in spiaggia: nell’indifferenza generale si sta edificando una “società del divieto” che deresponsabilizza il cittadino trattandolo come fosse un bimbo. Il mondo enologico rischia di venire seriamente danneggiato da provvedimenti come questo o come il progetto di abbassamento della soglia massima consentita di alcool nel sangue per mettersi alla guida, perchè equiparano il vino a un qualsiasi superalcolico industriale e lo spogliano di conseguenza delle proprie caratteristiche di bene culturale, di alimento, di aggregatore sociale. Ma a pensarci bene c’è di più e di peggio. Nelle piazze non si possono somministrare alcolici; in molte piazze, anche se c’è molto silenzio intorno a questo, è  già proibito riunirsi e manifestare. Io credo che questo “svuotamento della piazza”, intesa come luogo di aggregazione e confronto, rappresenti un fatto estremamente pericoloso. Questo paese rischia di diventare un luogo poco libero e molto triste. Come una persona costretta a bere un bicchiere di buon vino chiusa in casa da sola, perchè fuori, insieme agli altri, non si può più.

 

Ringraziamo Marco Arturi per la sua disponibilità.

(A cura di Divino Scrivere: Barbara Brandoli e Luigi Metropoli in accordo con Luciano Pignataro che rilancerà le interviste sul suo sito www.lucianopignataro.it ) 

Ricordiamo inoltre che noi di Divino Scrivere  assieme al giornalista Luciano Pignataro, siamo promotori della petizione a difesa della Fiera Enologica di Taurasi e della raccolta firme che verranno consegnate all’assessore regionale Gianfranco Nappi in occasione della   manifestazione delle Piccole Vigne di Castelvenere il 28 agosto. Tra i tanti firmatari si annoverano le prestigiose adesioni come Slow Food Campania, la rivista Porthos, l’Ais di Napoli, Ais Modena e Comuni Vesuviani, Slow Food Avellino e numerosi blog e siti specializzati.

Chi vuole leggere la petizione e lasciare la propria firma può farlo qui:http://www.firmiamo.it/difendiamolafieraenologicaditaurasi

 

  

Pubblicato in:  on 22/08/2009 at 7:57 am Lascia un Commento

Fiera Enologica di Taurasi: il parere dei giornalisti. Intervista a Roberto Giuliani.

 

Dopo l’annullamento della Fiera Enologica di Taurasi, noi di Divino Scrivere abbiamo deciso di sottoporre alcune domande a giornalisti del settore e a persone direttamente coinvolte per ascoltare i diversi pareri su quanto accaduto. Riportiamo le risposte di Roberto Giuliani, direttore e fondatore di Lavinium. 

Sul banco degli imputati per quanto riguarda l’annullamento di diverse sagre e fiere enogastronomiche c’è la legge 88 del 7 luglio. Eppure con la risoluzione 69837, appositamente emanata per salvare fiere e sagre, sembra non avere sortito effetti. Quali sono gli ostacoli che pone?  

Roberto Giuliani

Roberto Giuliani

R.G: Diciamo che, come sempre accade, le leggi e norme che vengono varate non sono mai del tutto chiare, tanto da favorire possibili e differenti interpretazioni. La risoluzione 69837 è nata proprio per eliminare possibili dubbi di interpretazione, infatti dichiara che la legge 88/09 non coinvolge sagre, fiere e manifestazioni che si svolgono in aree pubbliche, dove sia prevista la vendita e la mescita di bevande alcoliche per promuovere i prodotti locali. L’importante è che siano preventivamente autorizzate.

Gli organizzatori sostengono che in fondo si tratta di una fiera di paese, piccola e limitata al locale. Se anche così fosse, quali le sorti del Taurasi dopo l’annullamento della fiera? 

R.G: Quella degli organizzatori mi sembra un’interpretazione senza senso, visto che non è stata fatta alcuna distinzione fra piccole e grandi manifestazioni; sembra piuttosto voler dire “dato che  la Fiera enologica di Taurasi è di scarsa rilevanza e partecipazione, non vale la pena rischiare di incorrere in ipotetiche sanzioni”. Certamente gli eventi tematici, dove viene promosso un prodotto locale e, di conseguenza, il territorio, la sua storia, i suoi costumi, hanno un certo peso, la loro mancanza, soprattutto se sono eventi che hanno dimostrato un buon riscontro, può farsi sentire anche pesantemente, sebbene il danno maggiore in questo caso potrebbe essere avvertito più a livello locale. Il Taurasi non è un vino qualunque, non stiamo parlando di una piccola e sconosciuta denominazione, ma di uno dei vini simbolo italiani. 

Resta qualcosa di irrisolto: Vinalia nel Sannio e tutte le altre iniziative in Campania e in Italia, si sono svolte regolarmente come tutti gli anni. Il sindaco di Taurasi sostiene però che si tratta di qualcosa di diverso rispetto alla Fiera Enologica. Ritieni che faccia più danno il decreto 23 della legge 88 o un certo autolesionismo meridionale? 

R.G: Mi verrebbe da pensare che le motivazioni di una così drastica decisione possano essere altre, ma non ho elementi per poter esprimere una opinione precisa. Certamente sarebbe stato auspicabile un confronto con i produttori, con gli enti coinvolti, prima di dichiarare forfait in modo così repentino e senza una motivazione precisa. 

Ci può essere un effetto domino su altre fiere del settore, anche fuori dalla Campania?  

R.G: Mi auguro di no, non c’è alcuna ragione per cui queste manifestazioni debbano interrompere il loro corso. Se un pericolo c’è, forse può riguardare maggiormente gli eventi di importanza locale, dove gli investimenti e i mezzi sono limitati, e il timore di possibili sanzioni assume un peso considerevole (la legge comunitaria stabilisce una multa che può arrivare fino a 12.000 euro, una cifra che un piccolo comune non potrebbe certo accollarsi).Una campagna “rassicurativa”, che chiarisca una volta per tutte chi  e come può operare senza correre rischi, potrebbe rivelarsi fondamentale. 

Ringraziamo Roberto Giuliani per la sua disponibilità, per aver aderito all’appello e per aver pubblicato la petizione sul suo blog Esalazioni Etiliche  

(A cura di Divino Scrivere: Barbara Brandoli e Luigi Metropoli in accordo con Luciano Pignataro che rilancerà le interviste sul suo sito www.lucianopignataro.it ) 

Ricordiamo inoltre che noi di Divino Scrivere  assieme al giornalista Luciano Pignataro, siamo promotori della petizione a difesa della Fiera Enologica di Taurasi e della raccolta firme che verranno consegnate all’assessore regionale Gianfranco Nappi in occasione della   manifestazione delle Piccole Vigne di Castelvenere il 28 agosto. Tra i tanti firmatari si annoverano le prestigiose adesioni come Slow Food Campania, la rivista Porthos, l’Ais di Napoli, Ais Modena e Comuni Vesuviani, Slow Food Avellino. 

Chi vuole leggere la petizione e lasciare la propria firma può farlo qui:http://www.firmiamo.it/difendiamolafieraenologicaditaurasi

 

 

Pubblicato in:  on 20/08/2009 at 7:40 am Lascia un Commento