Incontro con Andrea Padova presso Spazio Tadini, di-vino e di note…

 

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Marzo 2008, Milano

Incontrare un artista come Andrea Padova è entrare in un’altra dimensione, un linguaggio fatto di sguardi e piccoli sorrisi come a dire “sei tu la sommelier che abbinerai il vino alla mia musica?” e di timide risposte “ebbene sì… sono io”. Ci sono persone che hanno una presenza artistica talmente forte che le parole diventano superflue e si fanno piccole per lasciare il giusto spazio all’arte, in questo caso la musica di Andrea che si manifesta nella sala in tutta la sua energia. Parliamo del vino che ho scelto, lo spumante brut rosè, Donna Lisetta di Leone de Castris, un vino leccese così come le origini del pianista.  Come nel vino il territorio ha un’importanza fondamentale, così nelle note di Padova il carattere schietto e forte, tipico dei pugliesi si percepisce nella determinazione con la quale domina la tastiera. Andrea Padova non è schiavo di mode e non suona una musica facile, pone una sua firma che arriva come estro e originalità attribuibile solo ai grandi talenti. Non sono del tutto sicura del vino che ho scelto, un vino ottimo beninteso ma, non sono sicura dell’abbinamento emozionale che andrò a fare… eppure il suo cd l’avevo ascoltato 12-15 volte negli ultimi giorni e durante tutto il viaggio per Milano…Poi Andrea mi si avvicina e mi confessa che adora i vini rosati e che l’azienda che ho scelto è la sua preferita. A questo punto prendo coraggio e gli spiego che secondo me il perlage nel calice, le bollicine che si rincorrono sono un po’ come le sue dita sulla tastiera del piano, mai uguali nel loro intrecciarsi, come i concerti interpretati da un grande solista non potranno mai ripetersi meccanicamente… Anche nella musica, come nel vino, c’è la mano dell’uomo che fa la differenza, il tocco dell’artista si riconosce sul palco come nelle migliori cantine a stretto contatto con i vignaioli. Comincia così il concerto, Andrea presenta i suoi brani introducendoli personalmente come a voler portare lo spettatore nel suo mondo fatto di note e di emozioni… Penso alla condivisione, a come la musica e il vino siano simili, a come le arti (compresa quella di fare un buon vino) abbiano una radice comune e a come sappiano parlare senza voce. La musica ci accarezza e ci rilassa come quando ci poniamo ad “ascoltare” cosa ha da dirci una bottiglia di vino che ci accingiamo a stappare…Storia, tradizione, studio, sudore, fatica e voglia di mostrarsi con la loro specifica identità che ad un orecchio o ad un palato attento, non possono che arrivare forti e chiare.

B.B.

Sito web di Andrea Padova: www.andreapadova.com

Sito web di Leone de Castris: www.leonedecastris.net

 

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Published in: on 12/03/2008 at 9:29 am  Comments (4)  

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4 commentiLascia un commento

  1. Andrea Padova ci scrive:

    “Musica e Vino… ma certo, fin dai poeti greci e di certo ancora prima si
    cantano le affinità elettive fra queste due …forme d’arte. Ancora più facile
    percepirle queste affinità, non solo tra Musica e Vino, ma tra quella musica
    e quel vino, se a rintracciarle, elaborarle e porgerle con una grazia
    speciale di chi sa e di chi sa dare è Barbara Brandoli.
    Il tanto atteso bicchiere del vino che aveva scelto per la presentazione del
    mio cd “Notes posted on the refrigerator” portava con sé questa volta un
    doppio sapore: quello consueto, del lasciarsi andare dopo aver suonato e con
    l’aiuto di un buon bicchiere tornare dai pianeti misteriosi in cui si
    viaggia con la musica, all’ hic et nunc di questo nostro pianeta che
    bistrattiamo ma che molti di noi sanno ancora amare; e quello della
    curiosità, perché pur bevendo per tradizione familiare prima e poi per
    passione e fiducia i vini vecchi e nuovi della cantina De Castris, il brut
    rosato Donna Lisetta non avevo mai avuto occasione di assaggiarlo.
    E allora, premiata la curiosità, mi sono concesso ancora un bicchiere del
    mio vino (!) assieme a Barbara, a Francesco e Melina di Spazio Tadini, agli
    amici di Stradivarius e a tutti coloro che, un po’ per il brut un po’
    (spero) per la musica, avevano negli occhi il sorriso di chi ha trovato,
    dimenticando tutto il resto per qualche momento, un po’ di serenità e un po’
    di bellezza.”

    Andrea Padova

  2. Contando che siano benvenuti i miei complimenti, mi permetto un dovuto commento per attestare il mio interesse per il fantastico vostro lavoro. Buona giornata!

  3. I complimenti sono sempre ben accetti e fanno piacere. Grazie, Manuela!

  4. ciao bello il tuo sito molto interessante a presto te lo visitero


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