Flash e dediche dal vinitaly 2009 – nono flash

 

Conti – Cantine del Castello

 

Elena Conti è una ragazza simpatica, dall’espressione sincera, fanciullesca. Sulle prime ha tutta l’aria di chi vuole dirsi: “ma io che sto a farci?” e invece è attenta, assaggia, chiede, scruta con interesse, curiosità e intelligenza. La piccola azienda gestita dalle sorelle Elena, Paola e Anna è situata in quel Nord Piemonte che continua a esprimere vini di primissimo livello, ma che puntualmente rischiano di essere schiacciati dal nome che altri rossi piemontesi vantano. E così, lì, nell’area del Boca (poco a che fare con quella di Broca), proprio perché lontana dai riflettori, si continua a produrre piccoli e rari gioielli che fanno la gioia di chi va a esplorare il sottobosco del mondo vinicolo. Boca vuol dire nebbiolo in percentuale, ma è una ragione sufficiente per indurre gli amanti di tale vitigno a battere quei sentieri. E nel caso si imbattessero nei vini delle sorelle Conti, sarebbero ripagati. Elena mi ha fatto assaggiare il Boca Rosso delle donne (bellissimo nome, vero?) 2003. Le bottiglie sono davvero esigue, Elena infatti conduce un solo ettaro di proprietà. Questo rende castelloconti_boca03senz’altro più affascinante un vino che già di per sé intriga. Il 2003 non è frutto della sua mano, a differenza del 2004. Ebbene, il tratto distintivo di questi vini è il colore granato piuttosto scarico, dai toni decadenti, con un che di autunnale. A guardarli potrebbero essere scambiati per vini stanchi, che hanno già superato il nadir e si avviano verso un progressivo mutismo. Invece non è così: c’è più sostanza e vivacità di quanto l’occhio registra. Non mi sembra un paragone azzardato affiancare questo stile e questa impostazione a quella che caratterizza i vini di ARPEPE. Certo, Elena dovrà lavorare ancora e sodo, ma la strada tracciata è quella buona. Essenziale questo 2003, ma dallo spettro aromatico tutt’altro che imbrigliato dall’austerità. Il frutto gareggia con note minerali e terziarie. Il liquido è calmo, vive la sua compiutezza, specie al palato dove scivola ordinato, senza sbavature. È appagante, persino fresco. Più nervoso il 2004, ma anche più ampio al naso (netta la mineralità) e reattivo al palato. Avrà bisogno di qualche tempo in più di bottiglia per dirsi compiuto, ma ha stoffa e già ora lo si gode appieno. Ha qualcosa in più del 2003 in prospettiva. Non è finita qui, perché da una botte del 2000 nasce l’Elixir, un boca aromatizzato, stile barolo chinato, vino davvero affascinante e ben fatto, nel quale le note amarognole delle erbe si integrano perfettamente con il lato dolce. È un dolce-non-dolce che starebbe benissimo col cioccolato fondente. Una bella scoperta, sia umana che enologica. E possiamo senza esitazione gridare un bel “brava!” a Elena.

 

L.M. 

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Published in: on 13/05/2009 at 7:15 am  Lascia un commento  

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