Dal Nobile di Susanna al Barolo chinato di Cappellano, passando per Cavallotto e Brezza

6a00e5538d28a3883301156fc914be970cDevo ammettere che gli scambi Toscana-Piemonte mi piacciono. Sono uno scambista del vino, in fondo li amo tutti (quelli belli e buoni, ovviamente). Come direbbe un caro amico: mio familiare è l’aglianico, uno di quelli a cui darei del tu per storia domestica, per consumata ma rispettosa frequentazione, ma l’incontro amoroso è con il nebbiolo. E il sangiovese (e i suoi cloni, mi verrebbe da aggiungere)? È la scappatella extraconiugale, di cui il nebbiolo stesso è a conoscenza. E pazienza se storcerà un po’ il naso.

Lo scambismo Toscana-Piemonte però giova a tutti, non tanto per un confronto inutile e infruttuoso, quanto per capire meglio l’uno e l’altro in virtù di un rapporto più stretto e scanzonato.

Ebbene, a Montepulciano beviamo prima un Brut Champagne di Olivier Pere & Fils, poi il Nobile Riserva 2004 di Susanna Crociani e in sequenza Barolo Bricco Boschis dei Cavallotto 2004, Barolo Sarmassa di Brezza 2001 e infine l’impareggiabile Barolo Chinato di Cappellano.6a00e5538d28a38833011570be4bd4970b

Cosa abbiamo imparato? Forse nulla, ma il piacere dell’assaggio, specie in compagnia, vale sempre qualcosa in più.

Il Nobile di Susanna è un figlio legittimo del suo borgo natio (ne abbiamo scritto non so quante volte), ma ha un’aristocrazia quasi piemontese e in mezzo ai barolo ci fa un figurone: profondo, lungo, tannino carezzevole, un vino che ti attrae a sé senza reclamare attenzione, lo fa con una naturalezza disarmante. È una vera goduria sulle lasagne al brasato di manzo (preparato con vino Nobile, ovviamente).

Poi a esprimersi è il lampone del Bricco Boschis, naso da standing ovation, finissimo, mentre il tannino ancora morde (il tempo è una categoria che avvolge tutto ciò che ci riguarda, non possiamo pensare un vino fuori del tempo e dell’hic et nunc che impone la degustazione, ma la bellezza degli assaggi risiede anche in queste pratiche vagamente divinatorie che ci fanno immaginare quel sorso in un futuro non meglio definito). A Castiglione Falletto la potenza dialoga con l’eleganza in un’indecidibilità che confonde la comune logica di causa-effetto. Non sai mai quale delle due sia data prima. Per concludere, oggi Nobile, domani Bricco Boschis.

6a00e5538d28a38833011570be4cb5970bIl naso del Sarmassa 2001 ha toni più cupi, con un terziario più evidente, ma decisamente tanta classe. Il petalo di rosa qui si avvia a essiccarsi e rende più malinconico il sorso di questo splendido campione di Barolo, con un fascino che sebbene non ancora decadente ha un tono di maggiore maturità (come direbbe Gianni Morgan Usai, “questo è un ragazzo che si approssima già ai 18 anni”). In bocca ha maggiore armonia, un tocco più vellutato, donatogli da un affinamento maggiore. Il tannino di questo cru di Barolo è più morbido rispetto al precedente, indipendentemente dall’affinamento in più che vanta sul campione di Castiglione Falletto. La 2001 si conferma annata piuttosto piena, potente, severa, che necessita di molti anni per esprimersi al massimo, ma la regalità si avverte già ora.

Con il Barolo chinato di Cappellano non si può far altro che ringraziare la terra e la mano sapiente del dosatore per averci regalato 6a00e5538d28a38833011570be4e48970bquesto gioiello di incommensurabile valore. Sembra che Serralunga voglia farsi sentire persino in un vino aromatizzato, con la sua pienezza al palato, la struttura poderosa, la terrosità e la severità del tannino ancora vivo. Il chinato di Cappellano ha una sua personalità che gli fa meritare l’assaggio isolato. Difficile capire cosa si possa abbinare, oltre a un cioccolato extrafondente (e bisogna capire anche che tipo di cioccolato…). Il naso che oscilla come un pendolo tra il registro amaro della china e del rabarbaro a quello dolce del chiodo di garofano, del pan di spagna, della cannella, in un equilibrio che solo agli sprovveduti può sembrare precario. Domina la scena, ma non annichilisce, semmai accoglie e dispensa lirica sotto forma di effluvi odorosi. Sembra nato dalle mani di Orfeo più che da quelle di Bacco…

(Le foto sono tratte dal blog “Pane al pane” di Laura Rangoni)

Annunci
Published in: on 12/06/2009 at 10:57 am  Comments (4)  

The URI to TrackBack this entry is: https://divinoscrivere.wordpress.com/2009/06/12/dal-nobile-di-susanna-al-barolo-chinato-di-cappellano-passando-per-cavallotto-e-brezza/trackback/

RSS feed for comments on this post.

4 commentiLascia un commento

  1. dal vino alla poesia il passo è breve. della stessa misura, quello tra piacere e verità. a patto che non li si tormenti, direbbe Tiresia, né con domande né con ragionamenti.

    lunga vita all’autore di questi godibilissimi articoli

  2. Da un appassionato lettore.
    Attendo che ‘postiate’ il reportage sul vostro tour in Langa.
    saluti e complimenti per il bel lavoro che state facendo
    saluti
    d@do

  3. quanto prima si parlerà in sequenza di Roberto Conterno, Brezza, Schiavenza e Mauro Mascarello. Gli appunti sono tutti ben custoditi. Il temporeggiamento è dovuto solo a questioni di ordine pratico.
    saluti

  4. grande il bricco boschis di cavallotto,e chissa tra
    una decina d anni cosa potra esprimere questo
    barolo,a questo barolo il tempo e oro puro basta saper aspettare.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: