Viña Gravonia Crianza 1998 Lopez de Heredia – un bianco a passo di jota

Confesso di non aver mai sentito parlare prima della viura. Si sarebbe potuto trattare per me di un farmaco come di un termine burocratico saggiamente ignorato. L’uno vale l’altro, avrei potuto sentenziare.

Invece la viura è un’uva a bacca bianca, presente nell’areBOTTa della Rioja, impiegata dalla celebre botega Lopez de Heredia per il suo cru Viña Gravonia Crianza.

Parlando di vini secchi della vecchia Europa in genere si ricade nel solito schema che tende a contrapporre Francia e Italia, escludendo quasi sempre altre regioni naturalmente vocate. Questa tendenza porta i consumatori italiani a cercare vini di qualità esclusivamente oltralpe o nel nostro Paese. Difficilmente viene in mente la Spagna, anche perché spesso i vini spagnoli secchi presenti sul nostro mercato sono segnati da un’insopportabile ricerca di morbidezza e concentrazione. E invece i vini di Lopez de Heredia non adottano scorciatoie: lunghissimi affinamenti, travasi a mano, insomma tecniche di cantina tradizionali. L’unica concessione (ma sarebbe perfino esagerato parlare di concessione) è l’impiego di botti di varie capacità, di legno americano.

Oggi in commercio si trova la Viña Gravonia Crianza 1998. Sì, perché anche i bianchi e i rosati, come i rossi (la celebre Viña Tondonia), vengono messi sul mercato dopo almeno 10 anni di affinamento. Perciò tali vini non sono facili, non sono quello che normalmente ci si aspetta, specie per un bianco, visto che qui in Italia purtroppo non abbiamo radicata una cultura di bianchi da invecchiamento, nonostante avessimo tutte le carte in regola per poter affrontare tale sfida.

Per contestualizzare il vino è importante sempre dare qualche coordinata geografica. Siamo nella regione della Rioja, nel Nord della Spagna, regione che ha un clima sicuramente più fresco di quello della Spagna mediterranea. Le vigne si trovano a 340 mt sul livello del mare, su terreni poveri e rocciosi. In effetti tutto questo si traduce in un vino dal profilo slanciato, minerale, fresco, ma pur sempre un vino di 10 anni. Il colore per esempio sorprende per brillantezza e tJOTArasparenza, non siamo mai presso un giallo oro, ma c’è sempre il paglierino che domina, con i soli riflessi che virano sul dorato. Il naso è affascinante e sorprende perché non subito identificabile:  un filo di ossidazione nobile, anzi piuttosto sarebbe vicino a un che di ferroso, una nota di cedro, erbe aromatiche, girasole, sandalo, cannella, persino una punta di burro, un ritorno di nocciola tostata e un pizzico di caffè (non escludo che tra le botti di varie dimensioni il vino abbia sostato in barrique). È chiaro che la frutta è un vago ricordo. Eppure non c’è nulla di pesante in esso, anzi l’ingresso al palato è sottile, molto fresco, e qui i sentori terziari legati al legno vengono meno, lasciando maggiore spazio a una tendenza minerale. Ha un’espansione più verticale che avvolgente, eppure appaga, con un ritorno odoroso che seduce e una chiusura di estrema pulizia. Forse non lunghissimo, ma di grande efficacia.

L’abbinamento non è affatto scontato. Trovo difficile vederlo sul pesce, a meno che non parliamo di piatti più complessi e speziati come possono esserlo una paella valenciana o un cous cous siciliano. Meglio però spenderlo su carne bianca, magari speziata. Chissà come sarebbe l’abbinamento con un real iberico…

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Published in: on 05/07/2009 at 7:49 pm  Comments (6)  

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6 commentiLascia un commento

  1. Non credo che si adoperino botti di misura piccola e comunque sicuramente il legno nuovo e pesantemente tostato non si usa…

    Grandissimo vino questo Gravonia 98… Ora non si trova più nel Texas (perché l’abbiamo bevuto tutto io e la Tracie B!).

    great post!

  2. ahahahahh!

    Comunque sia, Jeremy, un filino di legno si avverte. Non guasta, ma si avverte.

    Vino grandissimo, ma ti assicuro che subito dopo è stato aperto un fiano che l’ha letteralmente ammutolito. Non diciamo quale, solo che in questo blog se n’è parlato non molto tempo fa…

  3. Caro Jeremy, mi spiace per il Texas ma qui a Modena il Gravonia 98 si trova…Ne metterò da parte una bottiglia per quando ci farai visita con Tracie B!
    Forse riusciamo anche ad abbinarlo alle tigelle con i salumi e il battuto di lardo…Chissà! 🙂 Un caro saluto da
    Barbara B!

  4. I stand corrected:

    http://www.lopezdeheredia.com/english/toneleria/crianza.html

    10% legno nuovo, secondo il sito…

    magari passeremo per Modena in viaggio di n…. e berremo insieme LdH! Cercavo l’altro ieri di spiegare alla Tracie B che cos’era la secchia rapita… 😉

    baci e abbracci

  5. Avevo consultato l’oracolo di Delfi che mi aveva informato del legno nuovo 😉

  6. Salve……
    il gravonia , come tutti i vini di l.d.h. , è invecchiato in barriques perlopiù esasuste prodotte dalla stessa casa vinicola con rovere americano.
    un abbinamento consigliatissimo …tutto ciò che è fritto ,provatelo con i funghi fritti .


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