Del Moscato Passito “Sol” di Ezio Cerruti e di un alfabeto perso nel bicchiere…

I sogni
I sogni che ondeggiano chiusi
nel fondo dell'anima, al buio,
deh, lascia che irrompano al sole! 
Zampilli, son essi. E ricadono
intrisi di fulgida luce,
in grembo alla fonte - cantando.
(Rainer Maria Rilke)

Tra le varie coincidenze della vita, mi è capitato spesso che i vini migliori che ho degustato siano stati in circostante inaspettate, un po’ come se fosse il vino a scegliere te e non viceversa…Ed è così che in una sera di mezza estate alla fine di una piacevolissima cena presso l’Osteria Stallo del Pomodoro di Modena, Gianluca (responsabile del locale e bravissimo selezionatore di vini) arrivi al nostro tavolo chiedendoci se poteva farci assaggiare un vino passito. Conoscendo la sua meticolosità e passione che mette nel selezionare i produttori, avendo più volte testato che abbiamo lo stesso tipo d’approccio al vino e palati simili, acconsentiamo con entusiasmo all’assaggio.La piccola bottiglia che arrivaSolalla nostra tavola è il moscato passito “Sol” di Ezio Cerruti, un vino che non conosco ma sul quale la mia fantasia sta già prendendo il posto della curiosità iniziale. Comincia il viaggio sensoriale che, inevitabilmente parte dalle immagini. Ancor prima di vedere il colore del vino nel bicchiere, mi soffermo sull’etichetta, mi colpisce questo sole stilizzato che esce dalla terra in forma concava, geometrie minimaliste in bianco e nero che giocano di rimandi, ciò che il sole dona alla terra viene restituito, l’uomo diventa il tramite e l’interprete tra il pianeta e la stella. Si rafforza questa mia convinzione quando Gianluca ci dice che Ezio Cerruti fa solo questo vino, ed è qui che il mio pensiero va all’uomo, penso senza conoscerlo alla lucidità e alla consapevolezza che deve aver avuto per fare una scelta così coraggiosa, qui non si tratta solo di una selezione sul vino da produttore, sulla tipologia o sul vitigno, si tratta di filosofia di vita  dettata dall’ascolto dei due elementi primari che la caratterizzano. Una pianta di vite, il sole, la terra, l’uomo,quante sono le variabili possibili? Infinite se si hanno le idee confuse, un’unica via se ci si lascia condurre dalla natura. La terra da dove proviene questo straordinario vino è a metà strada tra il Monferrato e le Langhe, precisamente Castiglione Tinella in provincia di Cuneo, la produzione è ovviamente limitatissima, 4000 bottiglie da mezzo litro all’anno. Non voglio fare un discorso sulla qualità, sarebbe banale per questo “Sol”, non voglio nemmeno raccontarvi le emozioni che mi ha trasmesso…Perché non voglio farlo e continuo a scrivere le mie impressioni su questo vino? Perché per la prima volta nella mia vita mi trovo in difficoltà nel raccontarvi a parole ciò che ho percepito, perché mi rendo conto che non parla, ti sorride timido. Qui si sente la mano del produttore, un lavoro giocato sulle sottrazioni, la sicurezza di togliere tutto il superfluo (il residuo zuccherino garbatissimo e per nulla stucchevole ne è la conferma) l’intelligenza e la sapienza di raccogliere al momento giusto, un calore  sostenuto da un’acidità che gli dona una freschezza entusiasmante ti fa pensare a quanto avrà tolto più che aggiunto e una lunghezza infinita al palato che ti scivola sulla parte centrale della lingua per ritornare ampio, avvolgente quasi a dirti “è adesso che comincia il sogno”…E’ un vino che non va raccontato, va vissuto in base al momento nel quale lo bevi, all’ambiente che ti circonda e con le persone con le quali lo condividi. Perché è il frutto di un sogno e ed è nello stesso istante il sogno stesso sotto forma d’essenza. Si fa un gran parlare di “personalità del vino” , spesso a vanvera, non esiste una personalità del vino, esiste la personalità del produttore che a monte fa scelte politiche, ambientali, culturali che possiamo ritrovare nel vino che produce. Più queste scelte vanno nella direzione del rispetto per la natura, più la natura restituirà al vino utilizzando il suo linguaggio che è quello della percezione dei sensi. Penso al sole, al Piemonte, a questo moscato che viene lasciato due mesi ad appassire sui tralci, penso alle mani che lo raccolgono e a quelle che selezioneranno gli acini…Tutte queste persone io le immagino silenziose.

 

Ho bevuto questo vino pochi giorni fa e, se tutto questo è un sogno, non svegliatemi.

B.B.

Annunci
Published in: on 02/08/2009 at 6:07 pm  Comments (3)  

The URI to TrackBack this entry is: https://divinoscrivere.wordpress.com/2009/08/02/571/trackback/

RSS feed for comments on this post.

3 commentiLascia un commento

  1. Barbara, grazie per questo bellissimo “sogno”!

  2. grandissima!

  3. Spettacolare!
    Bellissime sensazioni…


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: