Terre di vite: poesia #8

Terre di Vite- Sabato 7 Novembre 2009

Chiara Daino

Chiara cercava colore, coltello:

La lima lunga, la lingua lavora

Ancora avvelena [avverte]: a

Morte! mi mangia, mi manca

Adorare: antiche alchimie…

Ti tocco. tu taci. tempo teso

 

Datemi duri dardi – diamanti:

Adoro avere amici [asessuati]

Ignoro incubi, in ignoto itinere

Nuoto. nitida nascondo nomi.

Opero: ostrica ostile – ometto

***

chi dice ha mano infame.

e al morbo – bastano due dita:

 

l’indice giallo, un verde medio

 

il foglio, di fumo, di fiele: la bile

[il buco ti divora, brucia a dovere

la pupa – rimane chiusa].

 

è un feudo per i papaveri:

 

vivo chi legge

 

domani mi dedico… domani ti dico…

 

autunno che rubi le gemme

hai dita di legno a scheggiare

la nicchia di luce. tu stendi

cieli di cenere – per castigare.

 

la doglia rossa – rimane

chiusa. e cade [la sirma, la segna]

***

Fra i poeti, Chiara Daino appare colei che più di tutti intrattiene vivaci relazioni con l’underworld della rete. Animatrice instancabile di blog e siti online, questa giovanissima colpisce soprattutto per la matura calibratura espressiva del suo dettato invariabilmente percussivo e spasmodico, vivificato da un naturale, “fibrillante” sperimentalismo linguistico per il quale, mi viene da dire, anche le minimissime questioni di carattere fonico – ritmico sembrano rispondere direttamente a un’esigenza d’ordine (o dis-ordine?) metafisico. […] per la Daino […] il luogo del dire è innanzitutto il corpo. (M. Morasso)
***
“Voi sapete cos’è La Merca? È un marchio. È un nuovo Bildungsroman: capovolto, crudo, ironico.
L’autore piega la vecchia lingua, grassa, per sondare le piaghe/pieghe di una realtà diffusa e taciuta: la vita che vive d’arte, e l’arte-vita che si innesta sul d.c.a. Agli occhi del mondo: «disturbo del comportamento alimentare». Ma è il mondo stesso a soffrire come un disturbo l’esistenza di Jenny; e la malattia di Jenny, se è tale, è solo questo mondo. I Neologismi e la Contaminazione della Lingua magra ricamano le personae parlanti (e dire è dire tutto, contro tutti, sempre): il lettore valuterà il peso della materia, che si fonde con il verbo lieve. Nessun moralismo e nessun patetismo: qui il Bíos è teso.” (M. Sannelli)
***
Terribile il gioco linguistico (al massacro?) di Chiara Daino recentemente uscita con il crudo La Merca: Chiara ci provoca in maniera adamantina e il suo “dire” può corroderci, ma a partire da una necessità che è anche in noi (se vi prestiamo ascolto), una voce e-voc-at(t)iva assoluta e performativa: “atroce io di razza (…) atroce me stessa duro sangue”. (A. Ramberti)
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Published in: on 07/11/2009 at 12:48 am  Lascia un commento  

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