Il bianco Natale e il Bianco di Caselle 2008 (Etna doc az. Benanti)

Capita di aver voglia di bere un vino bianco anche quando fuori fa un freddo polare e la neve scesa sulla città ci regala già un paesaggio da cartolina natalizia. Un’anomalia? Un capriccio? Non saprei, ma alla fine sul tavolo mi trovo con una bottiglia di Bianco Caselle 2008 di Benanti, la mente che vola alla Sicilia e alla scuola poetica siciliana…

 

«Rosa fresca aulentissima ch’apari inver’ la state,

 le donne ti disiano, pulzell’ e maritate: tràgemi d’este focora,

se t’este a bolontate; per te non ajo abento notte e dia,

 penzando pur di voi, madonna mia».

(Cielo d’Alcamo- Rosa fresca aulentissima)

La rosa bianca freschissima è il primo sentore che mi rapisce avvicinando il naso al bicchiere, la mela verde croccante, l’alloro e la menta anch’essi freschi si affiancano alla prima percezione visiva di un bel colore giallo poaglierino scarico ma di una brillantezza e lucidità unici. Qui siamo sull’Etna, a 900-1000 mt sul mare e il vitigno è il Carricante, autoctono ovviamente, viti ad alberello di 30 anni che su questo terreno vulcanico restituiscono una profonda freschezza giocando tra la mineralità e l’acidità. Minerale ben percettibile anche al naso, la pietra focaia c’è e si sente, ma il tutto è ben orchestrato con una buccia di limone ed una rosa bianca appena colta; profumi che vanno cercati, un naso delicato ma generoso come può essere una donna intelligente ma riservata. In bocca è sorprendente! Si esalta in bocca il Bianco di Caselle, cresce, prende coraggio, forza e si mostra in tutta la sua fierezza di vino del Sud, vino di carattere che conferma le aspettative regalando altre emozioni tra lingua e palato. La sapidità è elevata, l’acidità anche ma è il minerale che gli dona lunghezza e profondità di beva, un vino persistente mascherato da vino esile, sorprende e invoglia al secondo e terzo bicchiere. Quella bellissima nota fumè che si sentiva al naso la si percepirà solo alla fine della lingua, il resto è una complessità di fiori, macchia mediterranea, mela verde, limoni…La potenzialità di questo vino è evidente, il Carricante si presta bene all’invecchiamento specie se lavorato sapientemente come quest’esempio dell’azienda Benanti.

B.B.

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Published in: on 20/12/2009 at 8:11 pm  Lascia un commento  

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