Vigna Regina ’99 di Ar.Pe.Pe. : “fammi bere per elezione…”

si sente simulare seta piana
e raso, per il tatto piano: l’odore
quotidiano e la pace con spegnere,
ridere, slegare, sacra: «fammi bere», per
elezione, come a una tazza, e beve.
il simile è in chi ama te,
teneramente: ombra di un’ombra,
a cui è seconda. 

(Massimo Sannelli)

 

Vigna Regina ’99 di Ar.Pe.Pe. non è un vino, è un velluto rosso da accarezzare. E’ un sogno che s’avvera, è il respiro del vento attraverso la roccia. Non è un caso che ho voluto salutare il 2009 degustandolo. Vigna Regina è un regalo che si fa a se stessi, è davvero un “bere per elezione” come recita Sannelli. E’ l’attesa infinita e grata, l’orizzonte impercettibile all’occhio, è un bouquet di rose rosse appassite con al centro una sola rosa rossa viva, fresca, austera nel suo mostrarsi. E’ una donna di carattere, raffinata, elegante che non ama i riflettori. E’ il sorriso disarmante di Isabella e la precisione metodica di Emanuele. E’ un vino che porta dentro di sé l’orgoglio del padre, un vino che “tramanda” saperi dalla terra all’uomo in un dialogo costante che si fa sinfonia armonica e disegna confini invisibili tra il detto e l’immaginato. E’ un melograno spaccato con le mani, quelle di un bambino che rincorre i semini sul tavolo e li porta alla bocca succhiandone il succo. E’ il tabacco essiccato all’aria, quello che solo mani sapienti possono toccare senza spezzarlo, è un profumo che non riconosci ma che senti appartenerti. E’ la sella di cuoio che vorresti mettere ad un cavallo selvaggio, due pelli che si cercano senza incontrarsi mai. E’ la ridefinizione del tannino: vanno trovate altre parole o forse non vanno dette. E’ l’integrazione totale di tutti i componenti, un’ orchestra perfetta dove nessun componente prevarica l’altro. E’ la pace profonda e silenziosa della roccia, è un rigagnolo d’acqua gelida che scandisce il tempo, le albe, le stagioni. Vigna Regina sono le mani di un padre che accarezza i figli, è un messaggio in bottiglia lasciato per le nuove generazioni. E’ un testamento da rileggere mille volte senza mai essere sicuri di averlo capito bene, è un mantra da recitare a memoria. E’ l’anima decadente che rifiuta il binomio scienza-ragione perchè oscuranti della realtà, Vigna Regina vive e si nutre di misteriosi enigmi come solo chi ha attinto dalla radice dell’immortalità può fare. Una radice che ha vinto la roccia, l’ha rapita e l’ha regalata al sorso. E’ un minerale senza tempo, lo stesso tempo che non vorresti finisse mai mentre fai danzare il vino nel bicchiere,  è il tempo sottratto e scarnificato dei poeti.

 

Vigna Regina ’99

è una stretta di mano che sancisce amicizia o amore, non importa, basta che sia per sempre.

B.B.

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Published in: on 06/01/2010 at 12:20 pm  Comments (4)  

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4 commentiLascia un commento

  1. fantastico il vino, fantastica tu! credo che Emanuele si sarà squagliato….

  2. Splendido articolo per uno splendido vino che adoro

  3. Gran pezzo e vino stellare che penso evolverà per moltissimo tempo

  4. Bellissimo pezzo, direi poetico, adatto ad un vino che ha la poesia dentro!


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