Un libro di poesie: “DIRE” di Fabio Michieli. Un vino: Nobile di Montepulciano Riserva 2005 di Crociani

                                                                      

Nella mia mano sinistra ho un calice di Vino Nobile di Montepulciano di    Susanna Crociani Riserva 2005, nell’altra, il libro di Poesie “DIRE” di Fabio Michieli. Così, tra una poesia e un sorso, mi accorgo delle tante assonanze, di come questo vino e questo libro abbiano in un certo senso un sottile legame.

Partendo dal titolo “DIRE” si ha subito l’impressione di trovarsi di fronte a una verità esplicita, un desiderio di tramutare il pensiero in parole attraverso una comunicazione diretta e vera che lascia spiazzati. E’ come se l’autore ponesse una soglia d’attenzione ancor prima di sfogliare  le pagine, un preambolo alle parole che seguiranno, non bugie, non metafore fini a se stesse ma parole vere, frutto di una presa di coscienza e di un vissuto che non lascia spazio ai dubbi.

 Chi conosce Susanna Crociani, non può far altro che testimoniare la verità del suo vivere, la coerenza e la sicurezza delle sue scelte, una donna che si è trovata nel giro di pochi anni a dover gestire da sola tutta la cantina, il vigneto, la produzione, la vendita e l’ha fatto caricandosi sulle spalle tutte le responsabilità, semplicemente perchè era giusto farlo. La scelta si Susanna è stata  determinata da due episodi dolorosi della sua vita ma, la forza di carattere e la consapevolezza di non poter eludere il destino, l’hanno spinta a “fare” ciò che era giusto. Lo stesso consapevole destino che ritrovo nella parola scritta di Fabio Michieli.

 

Tingerò d’amaranto questi versi

perchè tu possa scorgerli lontani

quando la luce imbruna il cielo a sera

E’ evocativo qui Michieli, entra nel registro aulico e lo fa in punta di piedi, con garbo ed eleganza, la terzina risulta essere  un messaggio chiaro d’intenzione, è un gesto tradotto in versi di un’intensità straordinaria. La capacità di creare l’impossibile pur di donare qualcosa di se stesso all’altro, la parola che si fa materia, colore, luce. La consapevolezza di sottostare alle leggi della natura non toglie al poeta la capacità di trovare un’altra via di comunicazione, lo fa usando il colore amaranto (dal greco amarantos che significa “che non appassisce”) rendendo infinita l’azione stessa. 

Il colore del Nobile di Montepulciano Crociani è rosso rubino con sfumature amaranto, condivide con i versi di Michieli l’eleganza e il garbo e la capacità di dialogare in un moto infinito con chi ha la fortuna di degustarlo. Il vino di Susanna si sa donare quando vuole ma, specie in questa riserva 2005, vive di un carattere tutto suo. Pur mantenendo un registro austero, tipico dei vini Crociani, la riserva 2005 ha attinto dal dialogo con la natura quella freschezza dovuta all’andamento climatico dell’annata, il tannino è ancora molto vivace e se potesse parlare definirei la sua voce forte ma nello stesso tempo squillante.

 

al tempo bisognava dare tempo

e nient’altro che tempo-quasi fosse

lì tutto il mistero-desiderio-

quasi fosse lì il tutto già mistero:

ma l’ape che mi ronza sopra al capo

non sa che il polline sul corpo proprio

Qui Michieli rivela la sua parte introspettiva, riesce a mettere dei paletti tra la necessità e l’imponderabile, lancia metaforicamente un interrogativo nello spazio temporale quasi a voler capire, tracciare la rotta, trovare la risposta. Un dialogo metafisico dove il tempo prende corpo e diventa soggetto misterioso, desiderato e sconosciuto, amato e odiato. Michieli riprende coscienza di sé quando si stacca dalla quartina e torna al presente, lo fa lanciando l’accusa più pesante: paragona l’uomo all’insetto e gli toglie automaticamente la capacità di raziocinio. E’ una leggerezza che lascia il segno, la lotta alla sopravvivenza che esalta l’egoismo, è la verità vista da Fabio che si scontra con la delicatezza e con il desiderio di voler credere e sperare in un tempo e in mondo diverso. 

Parlare del Nobile di Montepulciano di Crociani significa parlare del tempo dell’attesa che non è solo quello del vino che sosta nelle grandi botti di rovere ma è quello legato alle stagioni, agli umori, alle persone. Un vino non è mai soltanto vino, è un insieme di situazioni dove il tempo diventa testimone e custode di tutto il processo, dalla vigna alla cantina. Se penso poi alla parte misteriosa del vino, penso a Susanna quando in vinsantaia toglie i tappi di ceralacca ai caratelli del suo Vin Santo, in quel gesto e in quell’attimo si concentra il mistero della scoperta e si riesce a dare il giusto valore all’attesa. Gesti rituali che portano in sé tradizioni antiche con tutto il carico emozionale dato dall’assaggio di un vino così tanto atteso. Per tornare agli insetti, anche la zona di Montepulciano è infestata da tante “api” che sanno solo guardare al polline che hanno sul proprio corpo, Susanna lo sa bene e le tiene a debita distanza. 

 

se è il dolore di me che ti spaventa

non ha colpa la mia poesia:

                                                la vita

a volte si fa nera nell’inchiostro

più del nero che incrosta sulla carta;

ma la luce che filtra dalla grana

dice a me -nel silenzio- tutto il bello 

Ancora classico, ancora aulico il Michieli in questi versi ma con una musicalità e un ritmo di lettura che alleggeriscono il contesto. L’ elogio della parola scritta. Fabio qui rivendica il diritto di scrivere come forma di verità e lo difende ponendo se stesso a testimonianza delle parole, è un gesto d’amore verso la poesia e di consapevolezza verso la vita che non sempre è come noi vorremmo che fosse. La tangibilità delle parole di Fabio mi porta ad escludere l’approccio filosofico, la sua è una scrittura dell’ ”essere”  intrisa di otto-novecento, una parola vera, che taglia come una lama ma che sa farsi sussurro nei passaggi lievi dove la speranza e l’introspezione prendono il posto della realtà. L’architettura poetica di Michieli è salda e priva di tentennamenti, si muove tra il classico e il moderno senza mai eccedere in un senso o nell’altro, un equilibrio stabile giocato sull’essenzialità che s’affianca all’urgenza del DIRE.

 

Poesie tratte da: “DIRE” di Fabio Michieli, Ed. L’Arcolaio, “Codici del Novecento”, 2008.

 Vino degustato: Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2005 Crociani 

Barbara Brandoli

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Published in: on 18/01/2010 at 4:08 pm  Lascia un commento  

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