Tratto da Lavinium: Perpetuo di Cerasa – Un’altra vita è possibile…

Seminerò le mie mani in giardino
diverrò verde, lo so, lo so,
lo so,
e le rondini deporranno le uova
nelle pieghe delle mie dita sporche d’inchiostro.

Incollerò alle mie unghie due petali di dalia,
e indosserò i due rossi orecchini
di due rosse ciliegie gemelle.

(tratto da: “Un’altra nascita” di Forugh Farrokhzad
traduzione di Domenico Ingenito)

Con certi vini non si può scherzare, bisogna dar loro il tempo di appropriarsi degli spazi che li circondano, di fermarsi dopo un lungo viaggio e di trovare la temperatura giusta. Da alcuni mesi avevo in casa una bottiglia di Perpetuo di Cerasa dell’Az. Agricola Guccione, di Monreale (Palermo). Quando mi è arrivata il clima esterno era ancora freddo, cosa che può far pensare alle condizioni ottimali per degustare un vino da meditazione come questo ma, stasera, caldo torrido estivo, ho deciso di scriverne degustandolo dopo averlo rinfrescato in frigorifero (circa 8 gradi).
Il clima, questo spazio temporale che scorre attraverso la terra, gli uomini, gli animali e le piante, è una delle ragioni di vita di questo vino, lo scorrere del tempo e il tramandarsi dei racconti delle stagioni si ritrova nel bicchiere che ho davanti. La Sicilia, Palermo, la sua cultura e le sue grandi contraddizioni, la libertà e la schiavitù che diventa nostalgia per chi ha la fortuna di viverci o di passarci anche solo una volta nella vita. Il Perpetuo di Cerasa è un vino fatto da uve Trebbiano ed è il frutto di colmature annuali di vino nuovo nelle botti di vino dell’anno precedente. Un metodo antico che dà origine ad un vino simbolo che da sempre fa parte della tradizione siciliana, viene infatti offerto agli ospiti come a sigillare un passaggio che lascia un segno. L’uomo che si ferma e medita, così come l’uomo che scappa da se stesso e dagli altri vengono accomunati e non subiscono differenza di trattamento, un vino cha accoglie e non interroga, semmai traccia un solco come a ricordare che in ognuno di noi c’è qualcosa che muore e che nasce ogni giorno, ogni istante.  Che un pellegrino è uguale a un familiare, che la terra e i suoi frutti sono di ogni essere umano e che vanno in qualche modo divisi e condivisi.  Il cambiamento, il rinnovamento è costante e perpetuo e questo calice lo testimonia, mai uguale a se stesso, ottimo d’inverno, magistrale bevuto fresco d’estate. Il colore giallo oro profondo, ricorda i tramonti siciliani e induce alla calma, la materia è ben presente così come l’alcool ma in bocca il vino risulta sottile e per nulla grasso, la persistenza è lunghissima e la corrispondenza naso-bocca è perfetta, l’equilibrio salvo. Fiori gialli essiccati, tarassaco e camomilla, albicocche e nespole, macchia mediterranea e una sapidità marina che invoglia al prossimo sorso senza esitazioni. Un vino maschio questo Perpetuo di Cerasa, la leggera ossidazione gli dona quel sottile velo di mistero che lo rende quasi indecifrabile, così come indecifrabile è la vita. Un sottile sentore torbato che si percepisce come fumo di tabacco biondo, qualcosa di lieve e sfuggente ma nello stesso tempo di statuario e sancito. Sicuramente un vino complesso questo Perpetuo dei F.lli Guccione così come dev’essere stata complessa e per nulla semplice, la scelta della conversione della coltivazione da biologica a biodinamica che stanno perseguendo. Una filosofia di vita che parte dalla conoscenza secolare del territorio, un voler restituire un pezzo di Sicilia incontaminato e puro non può che dare origine a vini veri e sinceri come quelli dei F.lli Guccione.

Barbara Brandoli

Perpetuo di Cerasa
Tipologia………………: I.G.T. bianco
Vitigni……………………: trebbiano
Titolo alcolometrico: 16,5%
Produttore……………..: GUCCIONE

Prezzo…………………..: E
(da 15,01 a 25,00 Euro)

(tratto da: www.lavinium.com  luglio 2010)

Published in: Senza categoria on 11/07/2010 at 10:31 am  Comments (1)  

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One CommentLascia un commento

  1. Barbara, meraviglioso commento per un vino che sono sicura essere altrettanto
    Viene voglia di assaggiarlo subito, di lasciarlo scorrere ad occhi chiusi per lasciarsi avvolgere dalle sensazioni che ne derivano riportando la mente al sole ai profumi ai colori della terra di Sicilia


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