Intervista ad Anna Soldati

Ho voluto sentire raccontare Mario Soldati dalle parole di Anna Cardini Soldati nuora dello scrittore già responsabile culturale del comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita e fondatrice dell’associazione culturale a lui dedicata (www.comitatomariosoldati.it). Lei che ha conosciuto il coté pubblico e , ancor meglio , quello privato, è dunque in grado di darci un’immagine vera e duratura del grande letterato. Invitiamo, allora Anna ad aprire il suo cuore e mostrarcelo con tutto l’affetto e l’entusiasmo di cui è capace. 

1) Contaminazioni letterarie e non solo. Il tema dell’evento è multicultura; Mario Soldati lo si può definire un contaminatore d’eccellenza? Scrittore, regista, sceneggiatore, autore televisivo, enologo, uomo dai tanti interessi, ebbene: come vedrebbe lui Terre di Vite?   

Il Soldati che io ho conosciuto è prima di tutto una persona che si abbandona alla gioia di
 

  

Mario Soldati (foto di Wolf Soldati, viaggio relativo alla pubblicazione del libro "Vino al Vino"

 vivere con grande generosità. L’intera sua opera è legata indissolubilmente alla sua vita da qui la nascita del dialogo tra letteratura, cinema e televisione. L’autore di inchieste televisive originalissime è il pioniere del giornalista enogastronomico con una marcia in più: la sensibilità antropologica. La sua poetica è espressa pienamente in un opera come ‘Vino al Vino’ considerata da alcuni il più bel viaggio in Italia mai scritto.  La sua passione per il vino risale alla prima giovinezza, apprezzerebbe senz’altro ritrovare la stessa passione in Terre di Vite.

  2) Ricordando che nel 1935 va alle stampe America primo amore, dal 29 al 31 Mario Soldati vive negli Stati Uniti. Cosa porta in se al rientro in patria, cosa rimane nel suo animo di quella cultura?  

Soldati lascia l’Italia nel 29 a soli 23 anni per una borsa di studio alla Columbia University di New York. Il libro che nasce da quell’esperienza ‘America primo amore’ narra l’incontro di due giovinezze; quella tra il giovane studente europeo e il ‘nuovo’ rappresentato dal grande paese moderno per eccellenza, l’America. E’ un opera che rimane freschissima come succede a volte ai capolavori; è stata pubblicata nel 1935 e non ha mai smesso di essere ristampata – un vero long-seller.
 

  

Mario Soldati

 L’esperienza americana è stata fondamentale nella sua formazione e ne ritroviamo tracce in tutta la sua opera. Nell’Italia del Novecento Soldati interpreta l’uomo di cultura europea e di formazione americana, ciò spiega la naturalezza con cui si è accostato al mondo dei media. Senza dubbio la conoscenza profonda degli Stati Uniti ha reso ancora più fine e attenta la riflessione sull’Europa e l’Italia di cui è pervasa la sua opera.

 

 3) C’è una pellicola tra le tante da lui dirette dal titolo Fuga in Francia (1948) nella quale si tratta di un tema attuale per l’epoca: l’emigrazione clandestina. Ci fai un parallelo tra il suo pensiero del tempo e l’oggi in cui assistiamo al processo contrario e da terre molto lontane? Ed ancora l’opera è una commistione di generi e stili diversi, torniamo così alle mescolanze, al melting pot…  

Nel film ‘Fuga in Francia’ si parla di europei che emigrano in Europa è una realtà molto diversa da quella attuale. Durante l’’epoca del film erano genti e persone che si spostavano, attualmente sono masse che si muovono, ciò che sta accadendo è un fenomeno che riguarda la civiltà di massa e Soldati si è espresso chiaramente su alcuni mali della modernità, tuttavia la grande energia che molte di queste persone possiedono nell’affrontare una nuova vita, fiduciosi, nonostante le difficoltà e le umiliazioni, la considererebbe senz’altro un fatto positivo; d’altronde è stato lui stesso a tentare di emigrare negli Stati Uniti durante la dittatura in Italia . Il laboratorio dell’artista Soldati mostra un’attenzione viva alla sperimentazione ma lo stile dello scrittore è uno e i linguaggi sono tanti. Per chi conosce a fondo l’uomo e l’artista, l’opera, apparentemente eterogenea, coincide perfettamente con l’autore. E’ stato un grande sperimentatore ma attento all’opera dei maestri del passato; dentro ma anche in fuga dal Novecento. 

 4) Tratto da “Vino al Vino”: “E il vino? Cosa c’entra il vino? Oh, se c’entra! Il vino è   

Mario Soldati: "Vino al Vino"

 come la poesia, che si gusta meglio, e che si capisce davvero, soltanto quando si studia la vita, le altre opere, il carattere del poeta, quando si entra in confidenza con l’ambiente dove è nato, con la sua educazione, con il suo mondo. La nobiltà del vino è proprio questa: che non è mai un soggetto staccato e astratto, che possa essere giudicato bevendo un bicchiere, o due o tre, di una bottiglia che viene da un luogo dove non siamo mai stati.” 

Questa lettura ha accompagnato spessissimo le iniziative della nostra Ass. Culturale Divino Scrivere, un passaggio per me fondamentale che descrive benissimo quale dovrebbe essere l’approccio al vino e come sia in simbiosi con l’arte poetica. Senza dimenticarci che la frase “Il vino è la poesia della terra” è stata scritta proprio da Mario Soldati, ci puoi raccontare con parole tue (quindi della parte più intima e meno divulgata) come Soldati viveva e sentiva il rapporto con la terra, con i produttori e con il vino stesso?  
  
 Soldati, definito grande interprete dell’identità italiana, nel vino italiano riconosce, tra l’altro, la grande potenzialità unificante. Il nostro paese è abbracciato dal mare e ricoperto di vigne ad ogni latitudine. Una grande intuizione da chi ha amato il vino fin da ragazzo e scritto delle pagine bellissime sulla convivialità che il vino esalta. Percorrere il Paese camminando sulla terra dove crescono le viti in compagnia di contadini e vignaioli, gustare il vino nelle cantine dove ha maturato, ha rappresentato sicuramente una stagione felicissima, quella felicità sempre viva che ritroviamo nelle pagine di VINO al VINO.

  

   

Intervista a cura di Barbara Brandoli. 

L’Ass. Culturale Divino Scrivere ringrazia Anna Cardini Soldati per averci rilasciato quest’intervista e, ancor più, per averci messo a disposizione una bellissima mostra sulla vita di Mario Soldati che verrà esposta e sarà visibile da tutto il pubblico che parteciperà alla manifestazione Terre di Vite, 13 e 14 Novembre 2010, presso il Castello di Buronzo. 

Ancora grazie Anna,
Barbara.

 

Published in: on 18/08/2010 at 1:55 pm  Lascia un commento  

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