Tratto da Lavinium: “Nanni Copè: Portami dove ancora non sono stato…”

Con quali ali si potrà
sfuggire alla rovina e al bruciore dei giorni?
Con quali lacrime si potrà stendere un velo
sullo sguardo stupefatto del tempo?
Con quali mani si potrà stringere in lacci
eterni l’amore?
Con quali mani?
Il sonno, il sonno, il sonno
lui riposa,
sulle calde sabbie,
sotto la luce accecante del sole.
(Forugh Farrokhzad trad.: Domenico Ingenito)

Nanni Copè: Portami dove ancora non sono stato…

La prima cosa che ho chiesto a Giovanni Ascione durante il nostro incontro, è stata di togliermi la curiosità sul nome del suo vino…Giovanni sorride e mi risponde “Nanni Copè sono io! Da piccolo, quando qualcuno mi chiedeva come mi chiamassi, io rispondevo: Nanni Copè!” La seconda mia curiosità era rivolta al simbolo sull’etichetta, Giovanni mi dice che è il suo segno zodiacale, e mi mostra il tatuaggio che ha sulla caviglia, figura identica a quella che c’è in etichetta. Da giorni, prima di assaggiare questo vino e di conoscere Giovanni, mi capitava spesso di pensare a questo strano nome in etichetta “Nanni-Copè” m’incuriosiva, mi suonava come una nenia, quasi una litania, ora mi accorgo che è un sogno e che dentro a questo sogno i simboli servono per ricordarti il percorso, da dove vieni e dove stai andando… Nanni Copè nasce dalle mani di Giovanni Ascione che prendendosi cura delle viti di Pallagrello e Aglianico di un piccolo appezzamento di terreno a Castel Campagnano in provincia di Caserta, è riuscito a creare il suo vino, identitario di un territorio ed espressione della sua più intima personalità. “Sabbie di Sopra il Bosco” è il nome del vigneto da dove provengono le uve, saggiamente Giovanni ha voluto evidenziarlo in etichetta, un terreno fatto di arenarie che sbriciolandosi hanno dato origine alle sabbie che per l’80% costituiscono lo strato geologico dove affondano le radici di piante ventennali. Il colore è un bellissimo rubino intenso e profondo, i profumi virano dalla rosa rossa essiccata alla frutta rossa come amarena, ciliegia, ribes rosso. Le spezie sono presenti ma non invadenti ,anzi, intrigano il naso e ti spingono ad identificarle come in un gioco o come quando in un viaggio ci lasciamo condurre dall’olfatto: chiodi di garofano, un leggero tabacco, bacche di ginepro e pepe. In bocca è freschissimo, l’acidità è ben presente e la cosa sorprendente è come riesce ad abbracciare una trama tannica particolarmente setosa e vellutata. Un sorso questo che appaga, ampio, avvolgente ma che nello stesso tempo riesce ad essere verticale, severo, austero.
Il Nanni Copè è un vino che io definirei “multiculturale” perché riesce a parlare più lingue, un vino che ha viaggiato, ha incontrato e condiviso e poi è ritornato alle sue origini mettendo a frutto tutta l’esperienza e concentrando su di sé le emozioni ricevute: uno scambio continuo che si percepisce sia la naso che al palato. In questo bicchiere c’è il Sud, c’è la profonda identità di una terra e di un vitigno ma c’è anche un invito a percorrere strade nuove, magari a piedi nudi sulle “sabbie di sopra il bosco”…

Barbara Brandoli

Nanni Copè 2008
Tipologia……………….: I.G.T. rosso
Vitigni……………………: pallagrello nero
Produttore………………: NANNI COPE’

Prezzo……………………: E
(da 15,01 a 25,00 Euro)

Published in: on 23/09/2010 at 6:43 am  Lascia un commento  

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