Lantieri – Malvasia delle Lipari passito 2010

Raccontami di quest’Isola di Vulcano perché io non ci sono mai stata…Raccontami di come una pianta di vite vive il sole d’estate e di come si lascia accarezzare dalla brezza del mare. Portami là, per un istante che sia eterno, per quel senso innato di devozione che gli esseri umani hanno nei confronti della natura libera e selvaggia. Abbandonami a Vulcano, sono sicura che troverò qualcosa di straordinario ad aspettarmi. La Malvasia delle Lipari Lantieri proviene da un posto fantastico, soprannaturale, metafisico. Paola Lantieri ne è consapevole  e con questo luogo magico della Sicilia ha stretto un patto, di quelli che si possono firmare solo restituendo in bellezza il dono della terra e degli elementi. Apro stasera questa piccola bottiglia di passito Lantieri 2010 e la prima cosa che faccio avvicinando il calice al naso è quella di chiudere gli occhi, senza  alternativa, devo portarla dentro questa sensazione…Dargli spazio, accoglierla e sperare che questo mio rispetto, questo mio ascolto, mi permetta di aprire un dialogo

Paola Lantieri

Paola Lantieri

sincero. L’impatto olfattivo con questa Malvasia è da capogiro, se dovessi descrivere tutti i profumi che sento, finirei le parole e finirei per concettualizzare un liquido che non va analizzato, ne va fatta esperienza. Un fortissimo Tè nero, asciutto e dritto a ricordarci l’oriente, gli agrumi tutti perché sono le braccia della terra che culla queste vigne, i fichi secchi e i datteri in questo deserto spaziale, il tabacco biondo ancora bagnato dalla brezza del mare…Le albicocche e le pesche gialle lasciate appassire su di un muretto a secco, per tutta l’estate, dimenticate, perse, ma, sempre vive nella loro dolente sudata dolcezza.  La roccia, sì la roccia vulcanica che ci riporta al presente e ci restituisce per un attimo la lucidità perduta, s’eleva sul sogno e ci copre di una sottile polvere nera che diventa un mantello olfattivo su questo vino e non lo lascia mai, non se ne dissocia mai. Nell’Isola di Vulcano ci si saluta guardandosi negli occhi, è una vecchia tradizione che hanno inventato gli uomini che custodiscono questo angolo di paradiso, i miei occhi ora, salutano questo calice dorato come un mercante di spezie che a stento trattiene le emozioni. In bocca è dolce e sapido nello stesso tempo, dolce sapido nello stesso tempo…lo ribadisco. E poi è, anzi la bocca è, invasa, tratta in ostaggio, persa in un labirinto senza uscita, la quintessenza del desiderio che si fa vino. Sulla lingua, tutti i sapori di questo nettare si idratano e riprendono vita cominciando a danzare, un risveglio di sensazioni in grado di inventare un gusto unico e  di far convivere sapidità e dolcezza, acidità e calore alcolico, mineralità e morbidezza come se fossero sempre stati, sempre esistiti.  La naturalezza dell’identità di questo vino sono qualcosa di indescrivibile. La persistenza è lunghissima, un vino questo di Paola Lantieri che necessita l’abbandono totale per essere pienamente compreso , e sento che non è abbastanza…  Potrei stare ore a descrivere le note degustative al palato di questa Malvasia Lantieri ma, a mio avviso, se ne perderebbe il senso. Ognuno di noi deve avere il diritto di “fare suo” un vino, deglutirlo e portarlo dentro di sé, diventarne un’unica essenza, di sostanza e di spirito. E’ lì, in quel preciso istante che ognuno di noi può descrivere un vino, catturandone anima e corpo, e vivere l’esperienza artistica che la terra prima e Paola Lantieri poi, hanno voluto donarci per alleviare le nostre vite e per unirci sempre di più a quel misterioso universo che noi esseri umani, sbadatamente chiamiamo amore.

Sull’isola di Vulcano c’è un piccolo produttore di Malvasia delle Lipari, si chiama Paola Lanteri, dicono che faccia vino.

Io credo che lei costruisca cattedrali alchemiche per distillare intatta la dolcezza del suo cuore.

 

 

PUNTA DELL’UFALA – Azienda Agricola di Paola Lantieri

Contrada Gelso Vulcano – 98050 Lipari (ME)

email:  p.lant@neomedia.it

Published in: Senza categoria on 29/12/2012 at 12:06 pm  Lascia un commento  

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